lunedì 5 ottobre 2026

I due grandi aspetti dell'esistenza

 

Nella vita di ognuno ci sono due faccende da sbrigare. La prima la conosciamo benissimo: sopravvivere. Mangiare, avere un tetto sopra la testa, pagare le bollette, lavorare, tirare avanti. Ci prende tempo, energie e un bel po' di pensieri, ogni singolo giorno.

La seconda la teniamo a distanza, perché ci mette a disagio: questa vita finirà. Lo sappiamo tutti, eppure appena qualcuno nomina la morte ci viene voglia di fare gesti scaramantici o di cambiare discorso. Ma l'appuntamento resta lì, che ci pensiamo o no.

Il tempo che ci rimane per pensarci

Capisco perché succede. Una scadenza di lavoro o una bolletta da pagare hanno una data precisa, e a confronto la domanda sul senso della vita sembra poter aspettare. Così si va avanti una giornata dopo l'altra, e la domanda resta in fondo alla lista.

Però prima o poi quella domanda arriva, magari quando un amico o una persona cara si ammala gravemente o viene a mancare. Che ne sarà di me quando tutto finirà? Resterà qualcosa di cosciente, o si spegne tutto? E le persone che amo, le rivedrò?

Per rispondere, qualcuno si affida alla fede, altri alla filosofia; poi c'è chi ci riflette per conto proprio. Altri provano la meditazione, le esperienze extracorporee e strumenti come Hemi-Sync, nella speranza di capire qualcosa in più della mente e di quello che sta oltre la percezione ordinaria. E c'è anche chi decide di non occuparsene. Anche quella è una scelta.

E tu, quanto tempo ci dedichi?

Allora la domanda diventa un'altra: quanto del mio tempo va alla prima faccenda e quanto alla seconda? E conta davvero dedicarne anche alla seconda?

Non sto dicendo di mollare il lavoro e mettersi a contemplare l'infinito. Le cose concrete vanno fatte, e fatte bene. Ma se ogni ora delle nostre giornate è presa solo da ciò che è urgente, forse vale la pena fermarsi un momento.

Pensare alla morte non vuol dire per forza avere paura o diventare tristi. Anzi, a me sembra che aiuti a dare il giusto peso al tempo, alle persone che abbiamo accanto, alle scelte di ogni giorno.

Cosa c'è dopo?

Questa risposta la lascio a te. Ma possiamo scegliere se guardare la domanda in faccia o lasciarla in un angolo. E una posizione onesta, nostra, vale la pena di prenderla.

Pensiamoci su.