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mercoledì 23 settembre 2026

Un libro "diverso" su Gesù

Ringrazio l'autore, che ha preferito restare anonimo, per avermi donato una copia. E c'è qualcosa che mi piace in questo gesto: niente nome, niente volto, solo il messaggio. Al centro resta quello.

Come tanti, anche io sento un'attrazione verso Gesù, verso quell'energia cristica che va oltre le chiese. Ed è proprio da lì che nasce questo libro: non vuole convincerti di niente, non ti tira dentro nessuna struttura. Ti invita solo a incontrare il Cristo in modo più diretto, più tuo.

Quello che ho apprezzato è il tono: rispetta ogni tradizione ma non si incastra in dogmi o paroloni da chiesa. Si sente che c'è una ricerca vera dietro, che parla sia a chi già sente questa affinità con Gesù, sia a chi arriva solo per curiosità, con il cuore aperto.

Mi è piaciuto anche come affronta temi grossi con una semplicità disarmante. Nessuna pretesa di porsi come teologo o accademico; solo la voglia di farsi capire da chi legge.

E poi c'è un dettaglio che dice tutto: il libro cartaceo su Amazon è accessibile a tutti, € 4,26. In un mondo dove i libri spirituali diventano spesso oggetti di nicchia o roba di lusso, questa scelta parla chiaro: vuole far girare il messaggio, non venderlo.

Lo consiglio se:

  • senti già qualcosa per Cristo, ma fai fatica a stare dentro le forme religiose istituzionali
  • vuoi avvicinarti a Gesù in modo più interiore, meno dogmatico
  • cerchi qualcosa di breve, chiaro, rispettoso, che lasci spazio a te

È un libro "diverso" su Gesù, come dice il titolo del post, non perché cerca l'originalità a ogni costo, ma perché va dritto all'essenziale, senza fronzoli e senza marketing.

Leggilo se senti quell'affinità con il Cristo.

Link Amazon 

giovedì 17 settembre 2026

Perché anche l'esploratore deve esercitare fiducia?

  

Quali sono le fonti di conoscenza quando si esplorano quelli che chiamiamo mondi invisibili, realtà non fisiche o dimensioni dell'Aldilà?

Una prima risposta potrebbe essere: le informazioni ricevute da altri. Anche un esploratore che cerca l'esperienza diretta, infatti, spesso riceve indicazioni, spiegazioni o insegnamenti da guide, presenze, compagni di viaggio, esseri percepiti come non fisici o persone che hanno raccontato esperienze simili prima di lui. In questi casi entra inevitabilmente in gioco la fiducia.

Con "fiducia" non intendo credulità cieca. Intendo piuttosto la disponibilità a prendere in considerazione un'informazione, pur riconoscendo che non sempre possiamo verificarne con certezza assoluta la fonte, l'origine e il significato. Qualcuno potrebbe chiamarla fede; io preferisco definirla una fiducia vigile, aperta alla verifica e alla revisione.

Informazioni ricevute da terzi

Un esempio chiaro riguarda Robert Monroe e la vicenda del Loosh. In Viaggi Lontani, Monroe racconta di essere venuto a conoscenza di questo argomento attraverso un rote, una sorta di pacchetto di informazioni trasmessogli dal suo compagno di viaggio BB. Il rote era contenuto nell'opuscolo relativo all'illusione dello spazio e del tempo, consegnato ai viaggiatori dal Direttore del viaggio. BB stesso precisa di non sapere da dove il Direttore avesse ottenuto esattamente quelle informazioni: «Ce li ha semplicemente gettati», dice, nel senso che le aveva distribuite senza fornire ulteriori spiegazioni.

Monroe, quindi, non afferma di avere scoperto autonomamente il discorso sul Loosh. Lo riceve già strutturato, come parte del materiale informativo destinato ai viaggiatori.

Le presenze che lo hanno informato erano davvero ciò che affermavano di essere?

E, ammesso che lo fossero, Monroe le ha ricevute e comprese nel modo più completo possibile?

Un caso simile è quello di Bruce Moen, che in Viaggio verso il Padre riceve gran parte delle informazioni su “Inferni” e “Paradisi” da quelli che definisce "Operatori della Coscienza" — persone defunte che, secondo il racconto, aiutano altri defunti nella loro esperienza post-terrena. Anche qui, si ripropongono le stesse domande.

Naturalmente questo non significa che Moen o Monroe accettino tutto in modo passivo o acritico. Significa però riconoscere che, quando una conoscenza viene trasmessa da una fonte esterna, una quota di fiducia è inevitabile.

Esperienza diretta e interpretazione

Esiste poi un'altra fonte di conoscenza: l'esperienza diretta. Una persona può esplorare attraverso i metodi che sente più congeniali: un'esperienza fuori dal corpo, un sogno lucido che si trasforma in OBE, l'ascolto dell'Hemi-Sync, il metodo dell'attenzione focalizzata sviluppato da Bruce Moen o altri strumenti e pratiche.

Che l'esperienza sia spontanea o intenzionalmente ricercata, restano però le stesse domande di fondo:

Le presenze che incontro sono davvero ciò che affermano di essere?

Le realtà che incontro sono davvero ciò che sembrano essere?

E io sono in grado di comprendere ciò che percepisco senza deformarlo attraverso le mie paure, aspettative e credenze?

L'esperienza diretta è certamente preziosa — forse lo strumento più importante a nostra disposizione. Ma esperienza diretta non significa interpretazione infallibile.

Nella vita, ciascuno di noi è stato esposto a insegnamenti, idee e credenze che ha inizialmente accolto come veri prima di poterli verificare personalmente. Questi elementi influenzano il modo in cui affrontiamo un'esperienza e, soprattutto, il modo in cui la interpretiamo in seguito. A questo si aggiungono paure, desideri, speranze, condizionamenti culturali e credenze accumulate nel corso dell'esistenza. Ogni esperienza, e la successiva interpretazione dell'esperienza, è quindi in qualche misura colorata da tutti questi elementi. Questo non significa che l'esperienza sia falsa. Significa che dobbiamo tenere conto del filtro attraverso cui la riceviamo.

Quando l'insegnamento precede l'esperienza

Immaginiamo un esploratore che, negli anni della propria formazione, sia entrato in contatto con gli insegnamenti di Ramtha raccolti sotto il titolo Sfuggire alla trappola della luce. Se li ha ritenuti attendibili e li ha profondamente interiorizzati prima di iniziare a esplorare certi aspetti dell’Aldilà, è naturale che tali insegnamenti influenzino il suo modo di interpretare ciò che incontra. Potrebbe tendere a percepire, dare maggiore peso o attribuire un significato particolare a esperienze che sembrano confermare ciò che ha già appreso: per esempio, l'idea che dopo la morte non si debba andare verso la luce, ma dirigersi verso il vuoto.

Non sto dicendo che tali esperienze siano inventate o prive di valore. Sto dicendo che ogni esploratore dovrebbe chiedersi quanto delle proprie percezioni dipenda dall'esperienza in sé. E quanto, invece, dipenda dalle aspettative, dalle paure e dalle credenze che porta con sé.

Fidarsi, in questo senso, non significa accettare tutto. È quella fiducia vigile di cui parlavo all'inizio: si sospende il giudizio, si annota con cura ciò che si è vissuto, si lascia che il tempo e il confronto con altri elementi amplino o correggano le conclusioni iniziali.

Una singola esperienza può essere significativa, ma difficilmente dovrebbe trasformarsi subito in una legge universale. Forse la fiducia più sana è quella che sa convivere con un certo grado di incertezza.

In tale prospettiva quando pubblicai su Amazon Luce e Tenebre, inserii questa nota:

NOTA IMPORTANTE

“Le esperienze e le narrazioni contenute in questo scritto NON rappresentano la verità assoluta, ma il massimo che sono stato in grado di ricevere, gestire e accettare nei momenti specifici in cui le ho vissute, sulla base delle paure e credenze che erano presenti in me a quel tempo.

È possibile che la comprensione di un messaggio o di una conoscenza ricevuta in passato, oggi venga ampliata, modificata, integrata e forse anche stravolta se oggi, rispetto al passato, ho paure e credenze diverse.

Pertanto, sulla base di quanto precede, è necessario rimanere aperti e disponibili a ricevere ulteriore luce e conoscenza su qualsiasi argomento.”

Con questo articolo non intendo minimizzare l'importanza dell'esperienza personale, propria o altrui. Al contrario: per quanto parziale e imperfetta, resta probabilmente lo strumento più importante che abbiamo. Vorrei però sottolineare che, come esseri umani, conosciamo ancora molto poco dell'Universo che ci circonda, visibile e invisibile.

Per questo considero importante accostarsi all'esplorazione con mente aperta e spirito giocoso, senza la pretesa che ciò che percepirò nella prossima esperienza fuori dal corpo, o in qualunque altra esperienza ultraterrena, costituisca la verità definitiva su ciò che sto esplorando.

Ogni volta che ho mantenuto posizioni rigide su certi argomenti, dichiarando al mondo delle "verità", la vita mi ha poi mostrato prospettive nuove e “verità” diverse.

Ecco, credo, perché anche l'esploratore più audace deve esercitare fiducia. Forse l'atteggiamento più saggio è proprio questo: avere il coraggio di cercare, la disponibilità a fidarsi quando serve, e l'umiltà di rivedere le proprie conclusioni.

Grazie per l'attenzione.

martedì 15 settembre 2026

David Icke, Robert Monroe e gli ‘alligatori’: verifiche sul documento CIA

Un reel di David Icke collega Robert Monroe, il Gateway Study ed entità rettiliane chiamate "alligatori". Ho verificato le fonti: ecco cosa emerge.

Cosa afferma David Icke

Una persona mi ha girato questo reel in cui David Icke parla anche di Robert Monroe.

A seguire una traduzione in italiano delle parole di Icke:
“Questi satanisti descrivono come, durante i rituali, quando viene creato questo ambiente energetico dal rituale stesso, le entità scivolino attraverso il vortice in questa realtà; spesso sono descritte come rettiliane, ma non sempre, e sono assolutamente entità non umane. A proposito del fronte rettiliano, vi era un uomo di nome Robert Monroe, che all’epoca era un dirigente dei media, in particolare un dirigente radiofonico. Egli ha reso popolare, attraverso una serie di libri, una pratica chiamata “viaggio astrale”, ovvero la proiezione della propria coscienza nella dimensione astrale senza un’esperienza di pre-morte: si è pienamente vivi fisicamente, ma si proietta la coscienza nella dimensione astrale. Monroe era molto abile in questo, tanto da attirare l’attenzione delle forze armate degli Stati Uniti, in particolare del loro ramo psicologico. Esse condussero uno studio chiamato “Gateway Study”, e la CIA ha declassificato il rapporto diversi anni fa. In tale studio coinvolsero Robert Monroe e altre persone abili nella proiezione astrale, ovvero nella proiezione della coscienza nella dimensione astrale, e analizzarono ciò che queste persone sperimentavano in tale dimensione. Naturalmente, cercavano temi comuni e temi confermativi; uno dei risultati ricorrenti fu che esse incontravano numerose entità rettiliane nella dimensione astrale. Nel progetto Gateway diedero loro un nome: le chiamarono “gli alligatori”. Ho sempre sostenuto che questa manipolazione rettiliana proviene, in larga misura, dalla dimensione astrale; proviene prevalentemente da questa dimensione astrale. Fu Robert Monroe a coniare il termine LOOSH, poiché affermò che ciò che apprese durante questi viaggi astrali fu che essi si nutrono della nostra energia vibrazionale bassa.”

Non appena ho terminato la lettura ho verificato nei file sopracitato se quanto riportato da Icke corrisponde al vero.

Cosa contiene il Gateway Study

Qui puoi leggere il documento originale della CIA denominato “Gateway Process: Analysis and Assessment of Gateway Process.
 
Qui puoi leggere una traduzione italiana del medesimo file.

In tale report non compare il termine “alligators” né “alligator” (in italiano “alligatori/alligatore”), e non si parla di “entità rettiliane”.

Il rapporto menziona invece:
· possibili interazioni con “forme intelligenti di energia non corporea” (intelligent, non-corporal energy forms);
· il rischio di incontrare “presenze extracorporee indesiderate”;
· la necessità di essere preparati a possibili incontri con altre forme di coscienza;
· un “energy balloon” (in italiano, sfera di energia risonante che utilizziamo durante tutti gli esercizi che facciamo ai corsi), cioè una sorta di campo energetico immaginato come protezione durante l’esperienza extracorporea.

Cosa dicono i libri di Monroe

Per scrupolo ho cercato nei libri di Monroe il termine “alligatore”, “alligatori”, “coccodrilli” e “coccodrillo” e non ho trovato NULLA di pertinente.

Nel libro “Ultimo Viaggio” Monroe parla di “alligatori” in un contesto diverso:
“Una serie di diversi fischi risuonò nella mia testa, come canti di uccelli, quasi un tipo di musica. Dagli alberi uscirono molti tipi di animali, grandi e piccoli, tutti si avvicinarono ai quattro individui che li strofinarono e accarezzarono.
Alcuni ricordavano dei gatti, altri erano rettili, come dei piccoli alligatori e grandi serpenti. Altri erano simili a scimmie, e ce n’erano alcuni che avrebbero potuto essere dei cervi, ma con lunghe code e criniere. Uno sciame di enormi api fuoriuscì da un albero e fece delle giocose acrobazie in volo oltre il nostro gruppo. In alto, un paio di grandi uccelli di colore verde brillante volava in cerchio, guardando verso di noi. Un uccellino blu scese sulla spalla del mio amico e cinguettò nel suo orecchio.”

Qui gli “alligatori” compaiono come animali simbolici in un paesaggio non ordinario, non come entità extraterrestri o rettiliane.

Perché è importante verificare

Vi invito a verificare SCRUPOLOSAMENTE ogni dichiarazione/fonte prima di accettarla come vera.

Se qualcuno avesse informazioni diverse o contrarie per favore me le mandi, ma finché non le riceverò considererò non provata e potenzialmente fuorviante l’informazione divulgata da David Icke.

E mi domando, senza avere una risposta… se David Icke ha divulgato informazioni inesatte su questo argomento, è possibile che lo abbia fatto anche su altri argomenti? Se sì, si tratta di sviste oppure di una strategia per soddisfare la propria agenda personale?

sabato 5 settembre 2026

Satanismo: prime riflessioni su un mondo nascosto

Da tempo mi occupo di ricerca e documentazione su temi poco conosciuti o volutamente tenuti nell’ombra. Uno di questi è il satanismo, un argomento di cui si parla pochissimo, spesso in modo confuso, e su cui circola molta più leggenda che informazione verificata.

In questo post condivido le prime tappe di un percorso che sto affrontando da mesi e che approfondirò nei prossimi articoli.

Negli ultimi anni ho compreso più pienamente l’esistenza e l’operato di organizzazioni e società segrete che influenzano gli eventi sulla Terra in maniera silenziosa, riservata ma efficace.

Non si tratta di semplici teorie, ma di dinamiche che emergono da testimonianze, documenti e racconti di chi ha vissuto certi ambienti dall’interno. Il satanismo, in questo quadro, non è solo una questione di “rituali” o di “credenze”, ma si intreccia con reti di potere, influenze economiche e dinamiche sociali poco trasparenti.

In Italia, il gruppo più noto è quello delle Bestie di Satana, a causa delle loro attività criminali. Tra omicidi, suicidi indotti e riti oscuri, questa setta ha segnato la cronaca nera italiana tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, lasciando dolore, condanne e molti interrogativi aperti.

Ridurre il satanismo a questo solo aspetto sarebbe però un errore: il fenomeno è più ampio, più complesso e, spesso, molto più nascosto.

Esistono correnti filosofiche, spirituali e simboliche che si richiamano a figure come Satana o Lucifero in modi molto diversi: alcune con una visione gnostica o libertaria, altre come strutture organizzative chiuse e riservate.

Sto leggendo libri e ascoltando interviste di fuoriusciti da gruppi satanici. Il quadro che emerge è inquietante: riti, gerarchie, condizionamenti psicologici e, in alcuni casi, legami con ambienti di potere economico e finanziario.

Come primo approfondimento, vi rimando all’intervista a Ronald Bernard, ex operatore finanziario che ha raccontato di aver frequentato ambienti élitari in cui si praticavano riti di natura satanica. Clicca QUI.

Le sue dichiarazioni sono forti e controverse, ma rappresentano un tassello di un mosaico più ampio che sto cercando di ricostruire con pazienza e rigore.

Nei prossimi mesi pubblicherò nuovi contenuti su questo argomento. È una ricerca che richiede tempo, energia e lucidità mentale, ma credo sia importante fare luce, per quanto possibile, su questi mondi sommersi.

giovedì 9 luglio 2026

Passi nel silenzio: benessere, natura e gratitudine

  


Alzarsi prima delle 5, uscire a camminare nell’aria frizzantina, con un audiolibro edificante e musica d’ispirazione nelle orecchie…

Passo dopo passo, tra silenzio e natura, la mente si quieta, il cuore si apre, e torno a casa con un senso di benessere e di gratitudine che non ha prezzo. 

giovedì 2 luglio 2026

La "tragedia" dell'esploratore"?

  


Scritto al ritorno da un’esplorazione davvero intensa e profonda:

Ciò che si vive, si comprende e si intuisce durante un’esplorazione attraversa corpi, emozioni, credenze e paure.

Poi, inevitabilmente, si trasforma in parole… ma le parole non possono mai contenerlo davvero.

Il testo scritto è solo un residuo, una minima parte di ciò che si è vissuto, non l’esperienza stessa.

Resta così quella sensazione di impossibilità di tradurre pienamente ciò che si è esperito.

In fondo, forse è questa la vera “tragedia” dell’esploratore.

venerdì 29 maggio 2026

Il potere della Gratitudine

 


Una storia arrivata nel dormiveglia l'altro ieri mattina.

Tanti anni fa ero un giovanotto. Avrò avuto venticinque, forse trent’anni. Una vita normale, come tante. E poi, un giorno qualunque, è successo qualcosa. All’epoca mi sembrò poco più di un episodio insignificante… ma col tempo ha assunto tutt’altro significato.

Ero per strada quando vidi un bambino, avrà avuto sei anni. Era chiaramente in difficoltà. Un ragazzo più grande, sui dodici anni, lo stava prendendo di mira. Non era solo uno scherzo: si capiva che la situazione stava degenerando. Non ci pensai, non fu una decisione ragionata. Mi venne spontaneo intervenire. Mi misi in mezzo, difesi quel bambino, e tutto finì lì.
O almeno, così credevo.
La vita è andata avanti. Ho fatto il mio percorso, sono invecchiato. Gli anni sono passati, come passano per tutti. Quel bambino, invece, è cresciuto ed è diventato un uomo.
Uno di quelli che, nel quartiere, contano davvero. Una presenza forte, rispettata. Di quelle che è meglio non avere contro; ma soprattutto, una persona che non ha dimenticato.
Oggi sono un uomo anziano. Eppure vivo con una tranquillità che molti non conoscono. Posso uscire di casa senza preoccupazioni. Posso lasciare la porta aperta.
Qui nessuno si azzarda a toccare ciò che è mio. Né tantomeno a farmi del male.
E il motivo è semplice: quel bambino… si ricorda.
E a modo suo, ancora oggi, mi protegge.
Ogni tanto penso a quanto sia misterioso il modo in cui funzionano le cose.
Fai qualcosa senza aspettarti nulla, e anni dopo ti ritorna indietro in una forma che non avresti mai potuto immaginare.

Questa vicenda mi riporta alla mente un'episodio della vita di Gesù: dieci lebbrosi vengono guariti, ma uno solo, un samaritano, torna indietro a ringraziare. (Luca 17:11-19)

La gratitudine non è scontata, anzi è rara.
E proprio per questo, quando la incontri, la riconosci subito perché è autentica.
E quando è autentica… lascia un segno che il tempo non cancella.

giovedì 28 maggio 2026

Sulla meditazione col mantra

 


Oggi voglio condividere qualcosa che mi ha colpito, anche se non fornirò tutti i dettagli... capirete perché man mano che leggerete.

Mi sono ritrovato a sfogliare alcune pagine di un libro scritto da un noto occultista del secolo scorso. Un testo in cui vengono elencati e descritti un gran numero di demoni, con tanto di caratteristiche, poteri e attributi. Lettura non esattamente leggera ed edificante nella quale non mi sono mai immerso in passato, ma che oggi sentivo la spinta interiore a intraprendere per ragioni che ho compreso più tardi. Mentre scorrevo quei nomi, mi sono fermato di colpo. Una fonte online di ex-seguaci di una organizzazione che promuove la meditazione col mantra riporta i mantra segreti di tale organizzazione. Con mio sommo stupore ho rilevato che il nome di uno di questi demoni citato nel libro dell'occultista di cui sopra era identico a uno dei mantra usati da tale organizzazione.

Questa cosa mi ha causato un certo turbamento. Trovo inquietante pensare che migliaia di persone ripetano continuamente quel suono durante la meditazione, del tutto inconsapevoli di cosa stiano pronunciando.

Quali sono le conseguenze, ammesso che ce ne siano, non lo so. Ma la domanda mi sembra legittima.

Detto questo, voglio essere onesto: non ho una prova che quel mantra sia il nome di quel demone nel senso stretto del termine. Potrebbe anche essere una coincidenza. Ma proprio per questo, mi sembra che valga la pena rifletterci.

Se siete cristiani, ci sono mantra alternativi semplici e carichi di significato: "Gesù", "Amen", oppure "Maranatha", un'espressione aramaica che compare nel Nuovo Testamento e significa "Vieni, Signore".

Se invece preferite qualcosa di più neutrale, il dottor Herbert Benson nel suo libro La risposta rilassante suggerisce semplicemente la parola "one", che in italiano si traduce con “uno”, senza connotazioni religiose di alcun tipo, ma altrettanto efficace.

A proposito di efficacia, mi tornano in mente le parole di Anthony De Mello, il gesuita e maestro spirituale scomparso nel 1987, che nel libro Sadhana racconta:

"Un amico gesuita, che tratta tutte le teorie religiose con sano scetticismo, mi assicura che, con la ripetizione costante e ritmica di 'uno-due-tre-quattro', raggiunge gli stessi risultati 'mistici' che il suo confratello più religioso afferma di ottenere con la devota e ritmica recita del nome di Dio."

Questa citazione apre un'altra porta: conta di più il suono in sé, o l'intenzione con cui lo usiamo? Domanda aperta, senza risposta definitiva.

Quello che posso dire è che ho beneficiato personalmente della meditazione con il mantra; è una pratica che rispetto e continuo a considerare preziosa. Nel mio libro "Luce e Tenebre" ho condiviso un'esperienza meravigliosa al riguardo. Proprio per questo mi sento di invitare chiunque pratichi la meditazione col mantra a fermarsi un momento e chiedersi: so cosa sto ripetendo? Da dove viene questo suono? Cosa porta con sé?

Non è una domanda retorica. È semplicemente buon senso.

martedì 10 febbraio 2026

Le èlite che governano il mondo... la testimonianza di Ronald Bertrand.


Il 29 aprile 2024 pubblicai questo post sulle cosiddette élite.​
Da allora lo scenario è diventato ancora più difficilmente ignorabile: l'orribile vicenda Epstein, ormai di dominio pubblico, ha squarciato il velo su un livello di corruzione morale e spirituale che molti preferiscono non vedere.​

In questo contesto, ritengo opportuno pubblicare nuovamente la testimonianza di Ronald Bertrand che non è solo un’aggiunta di dettagli ma bensì un'apertura ulteriore nel muro del silenzio, che apre scenari ancora più inquietanti su come potere, denaro 
e abuso possano intrecciarsi "ai piani alti".

Bertrand parla apertamente di ciò che il materiale legato a Epstein solo lascia immaginare: un’élite planetaria che è in contatto con Entità del mondo spirituale a bassissima frequenza vibrazionale per ottenere potere.

​I sottotitoli in italiano, pur non perfetti, sono sufficientemente chiari da rendere l’idea e permettere di seguire bene il racconto.
Se conosci l’inglese, ti suggerisco però di ascoltare direttamente la voce originale: certe sfumature emotive passano meglio nella lingua in cui la testimonianza è stata resa.

Per vedere il video con sottotitoli in italiano clicca QUI.​

Se preferisci guardare la serie di video in inglese, clicca qui.​
 

Questo video non deve spaventarci ma renderci consapevoli delle dinamiche profonde che modellano il mondo in cui viviamo.​

sabato 7 febbraio 2026

"Il silenzio di Kora" - un racconto sul "Bliss"

Nel giugno 2025 mi sono confrontato con l’intelligenza artificiale (ChatGPT) sul concetto di Bliss uno stato di apparente beatitudine che, dietro la sua promessa di pace assoluta, può nascondere interrogativi profondi sulla libertà e sulla coscienza.

Il primo contatto con questa idea risale alla visione della serie TV V, che mi aveva lasciato domande rimaste in sospeso nel tempo.

La conversazione si è sviluppata in una maniera decisamente imprevista pochè l’elaborazione teorica si è trasformata in qualcosa di molto più vivo: quando ho chiesto all'I.A. di tradurre quei concetti in una narrazione, è nato un racconto che mi ha sinceramente sorpreso. Non solo per la struttura e l’intensità emotiva, ma per la capacità di insinuare domande scomode.

Un racconto che invita a pensare, a interrogarsi, a guardare oltre ciò che appare.

Qui sotto trovate l’intero percorso: dai chiarimenti iniziali fino alla storia completa generata dall’I.A.

📺 Nella serie TV "V" (2009) - clicca QUI per saperne di più

Il Bliss è una forma di controllo mentale/emotivo collettivo usata dalla leader aliena Anna. Funziona come una trasmissione telepatica che induce nei Visitatori (e potenzialmente anche negli umani) un senso profondo di pace, felicità e devozione, che:

  • li rende docili e obbedienti,

  • rafforza il legame emotivo con la leader,

  • riduce il pensiero critico o l’opposizione.

🧠 Come concetto simbolico e narrativo

Il bliss (che significa letteralmente beatitudine, estasi) rappresenta un’idea molto potente nella fantascienza e nella filosofia: la felicità imposta come forma di schiavitù mentale.

Esempi simili:

  • "Brave New World" (Aldous Huxley): l’uso della droga soma per mantenere la popolazione felice e docile.

  • "Equilibrium": un farmaco (Prozium) sopprime le emozioni per evitare conflitti, ma anche ribellioni.

  • "The Matrix": le persone vivono in una simulazione felice mentre i loro corpi sono schiavi delle macchine.

  • "Fahrenheit 451": la distrazione continua (TV, mass media) impedisce alle persone di pensare criticamente o essere infelici.


🧬 Il bliss come arma di controllo psicologico

In termini generali, uno strumento simile al "bliss" funziona secondo questi principi:

  1. Piacere come catena
    Il cervello umano è programmato per cercare il piacere ed evitare il dolore. Offrire piacere continuo crea dipendenza e acquiescenza.

  2. Soppressione del dissenso
    Se tutti si sentono "felici", non ci sarà spinta a ribellarsi, anche se quella felicità è artificiale.

  3. Centralizzazione del potere
    Chi controlla la fonte del bliss (la droga, il segnale, il sistema) ha potere assoluto su chi lo riceve.

  4. Cancellazione dell’individualità
    L’uniformità emotiva (tutti felici nello stesso modo) cancella la diversità di pensiero, l'autenticità e la libertà personale.


🧘‍♂️ Una riflessione più ampia

L’idea di un “bliss indotto” solleva domande etiche:

È meglio essere felici e schiavi, o liberi e potenzialmente infelici?
È un tema ricorrente nella narrativa distopica, e anche nella filosofia (es. il paradosso della “macchina dell’esperienza” di Nozick).

 ed ora il racconto...

Il Silenzio di Kora

Nella città di Vireya, ogni cittadino riceveva il bliss a ventun anni.

Non era imposto. Non serviva. Il bliss non si imponeva con la forza: bastava desiderarlo. Bastava crescere guardando gli altri riceverlo. Chiunque rifiutasse, non veniva punito. Ma qualcosa accadeva lo stesso. Era come se, lentamente, diventasse invisibile.

Nessuno vietava loro di parlare, eppure nessuno li ascoltava. Nessuno li cacciava, eppure sembravano evaporare dalla memoria collettiva. Come se la città avesse un sistema immunitario morale, e riconoscesse nell'indipendenza una forma di infezione.

Kora conosceva il bliss da sempre. Ogni primavera si celebrava il Rito della Luce. I giovani, avvolti in tuniche d'avorio, camminavano in processione fino al Santuario del Lucore. Le loro famiglie applaudivano. I Custodi sorridevano. E poi, uno per uno, i candidati venivano condotti all'interno, dietro le porte dorate.

Si diceva che dentro non ci fosse nulla: solo una stanza bianca, la maschera e il canto. Nessuno ricordava cosa accadesse esattamente. Nessuno lo raccontava. Ma tutti ne uscivano trasformati.

Anni prima, anche Elyan, la sorella di Kora, aveva varcato quella soglia.

Kora la ricordava bene, prima del bliss: creativa, ribelle, affamata di domande. Ma dopo...

Elyan non era cambiata. Era diventata pura. Ogni sua parola era gentile. Ogni sua reazione, misurata. Non provava più rabbia, né dubbio, né desiderio. Il suo sguardo era calmo, immobile, come la superficie di un lago senza vento. Kora aveva cercato in lei qualcosa di familiare, qualcosa di imperfetto. Ma c'era solo silenzio.

Una sera, Kora le aveva chiesto: «Hai mai paura?»

Elyan aveva sorriso. «Non più. Il bliss mi ha liberata dalla paura, e da tutto il resto.»

«Ma allora... chi sei, senza paura, senza desiderio, senza lotta?»

Sua sorella non aveva risposto. Aveva solo accarezzato il suo volto, come si fa con un bambino febbricitante.


Il giorno dell'iniziazione di Kora giunse con i canti dell'aurora. La città intera era in festa. Le tuniche d'avorio la attendevano. I Custodi le offrirono la maschera. Lei la prese.

Entrò nella sala.

Era come raccontavano: bianca, perfetta, silenziosa. Il canto iniziò. Non da fuori, ma dentro di lei. Come un richiamo antico. Poi venne la sensazione: calore, luce, amore. Come un abbraccio che non finisce mai. Ogni pensiero si scioglieva. Ogni memoria si faceva lontana. La voce interiore taceva.

E fu allora che Kora capì. Il bliss non era un dono. Era un silenzio costruito su ciò che mancava. Non ti dava la pace: ti toglieva la voce. Non unione, ma fusione. Non coscienza, ma oblio.

E proprio nel punto più dolce dell'estasi, qualcosa resistette.

Una piccola, ostinata scintilla.

Una domanda.

«E se la mia inquietudine fosse la mia libertà?»

Kora aprì gli occhi. Il canto cessò. Il bianco svanì.

I Custodi, fuori dalla sala, la osservarono con stupore.

«La trasmissione non è completa,» disse uno.

«Ha resistito. Forse non è pronta,» disse un altro.

Ma Kora si tolse la maschera, lentamente.

«No. Sono pronta. Solo... non per questo.»

Nessuno la fermò. Nessuno la seguì. Nessuno parlò più di lei.

Kora uscì dal Santuario, attraversò la città. Camminò nella nebbia tra le case, sentendo il suo nome svanire dalle labbra di chi l'aveva amata. Il suo volto diventava dimenticanza.

Ma nel suo cuore ardeva la domanda. E quella domanda era vera.

E bastava per renderla libera.

giovedì 15 gennaio 2026

Ancora una testimonianza straordinaria su Andreotti

 

La testimonianza di Oriana Fallaci si aggiunge a quella di Vittorio Feltri narrata QUI

Trovo che qualsiasi commento sia superfluo…

Fonte e una parte più ampia dell’intervista èdisponibile qui https://www.linkiesta.it/2013/05/oriana-fallaci-intervista-giulio-andreotti/

"Lui parlava con la sua voce lenta, educata, da confessore che ti impartisce la penitenza di cinque Pater, cinque Salve Regina, dieci Requiem Aeternam, e io avvertivo un disagio cui non riuscivo a dar nome.

Poi, d’un tratto, compresi che non era disagio. Era paura.

Quest’uomo mi faceva paura.

Ma perché? Mi aveva ricevuto con gentilezza squisita: cordiale.

Mi aveva fatto ridere a gola spiegata: arguto, e il suo aspetto non era certo minaccioso.

Quelle spalle strette quanto le spalle di un bimbo, e curve.

Quella mancanza quasi commovente di collo. Quel volto liscio su cui non riesci a immaginare la barba. Quelle mani delicate, dalle dita lunghe e bianche come candele. Quell’atteggiamento di perpetua difesa. Se ne stava tutto inghiottito in se stesso, con la testa affogata dentro la camicia, e sembrava un malatino che si protegge da uno scroscio di pioggia rannicchiandosi sotto l’ombrello, o una tartaruga che si affaccia timidamente dal guscio.

A chi fa paura un malatino, a chi fa paura una tartaruga? A chi fanno male?

Solo più tardi, molto tardi, realizzai che la paura mi veniva proprio da queste cose: dalla forza che si nascondeva dietro queste cose.

Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia.

Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza.

L’intelligenza, perbacco se ne aveva.

Al punto di potersi permettere il lusso di non esibirla.

A ogni domanda sgusciava via come un pesce, si arrotolava in mille giravolte, spirali, quindi tornava per offrirti un discorso modesto e pieno di concretezza.

Il suo humour era sottile, perfido come bucature di spillo.

Lì per lì non le sentivi le bucature ma dopo zampillavano sangue e ti facevano male.

Lo fissai con rabbia.

Sedeva a una scrivania sepolta sotto i fogli e dietro, sulla parete di velluto nocciola, teneva una Madonna con Bambin Gesù. La destra della Madonna scendeva verso il suo capo a benedirlo.

No, nessuno lo avrebbe mai distrutto.

Sarebbe stato sempre lui a distruggere gli altri.

Con la calma, col tempo, con la sicurezza delle sue convinzioni. O dei suoi dogmi? Crede al paradiso e all’inferno.

All’alba va a messa e la serve meglio di un chierichetto.

Frequenta i papi con la disinvoltura di un segretario di Stato e guai, scommetto, a svegliare la sua ira silenziosa.

Quando lo provocai con una domanda maleducata, il suo corpo non si mosse e il suo volto rimase di marmo. Però i suoi occhi s’accesero in un lampo di ghiaccio che ancora oggi mi intirizzisce. Dice che a scuola aveva dieci in condotta.

Ma sotto il banco, scommetto tirava pedate che lasciavano lividi blu.

(...) 

mercoledì 14 gennaio 2026

Cosa accade quando il corpo muore e perchè siamo nati? Otto testimoni raccontano l'Oltre

Ieri sera, insieme all'amico Michele Bizzarri su Focus 3.0, abbiamo esplorato cosa accade quando il corpo muore e cosa ci attende oltre il confine della vita, a partire dal libro ‘Mondi senza fine – Otto voci raccontano l’Oltre’.

mercoledì 7 gennaio 2026

"La meccanica del Destino" un libro in PDF

Qualcuno ha reso disponibile il PDF "La meccanica del Destino" sia in italiano sia in inglese.

Qui di seguito trovi la copertina e la prefazione. 

 

 
 
 

Download in italiano: clicca QUI  

Download in inglese: clicca QUI  

Se vuoi fare un'offerta: clicca QUI

Ho letto il libro? Solo alcune pagine. 

Allora perchè lo condivido con voi? Perchè si tratta di un'opera originale che viene divulgata gratuitamente. Poi se volete fare un'offerta, sono certo che colui che si definisce "lo scriba" apprezzerà.   

martedì 6 gennaio 2026

I libri di Paolo Oddenino Paris

 Ormai sembra un secolo fa quando conclusi una via iniziatica con Paolo Oddenino Paris come guida.

Questa mattina ho riletto alcuni passi tratti dai suoi libri e, ancora una volta, ho provato un moto di gratitudine ed affetto verso quell'uomo che da tempo non insegna più.

QUI puoi trovare una serie di articoli del blog che parlano di lui.

I libri di Paolo offrono una quantità pressocchè infinita di spunti di riflessione ed idee per l'esplorazione.

Riporto qui di seguito la copertina di tre dei suoi libri insieme alla descrizione degli stessi che si trova in rete. Queste opere sono disponibili solo usate. Se avete voglia di cercarle online le troverete.

Ancora una volta, mi sento di dire GRAZIE Paolo. 

E GRAZIE anche a Luigi, splendido Operal Bianco.

Infine QUI trovate un blog contenente anche articoli su Paolo 

  

Una via iniziatica è la storia di un'iniziazione, quella che Martin, Maestro della Tradizione Essena, conferì a Paolo Oddenino Paris in modo originale, privo di riferimenti didattici e di supporti culturali. Un'iniziazione vissuta tramite stravaganti episodi, sconvolgenti esperienze e momenti colmi di allegria e di buon umore.

È un susseguirsi rapido di eventi nei quali l'autore scopre ogni volta nuove consapevolezze e, con sorpresa, il personaggio Gesù, rappresentato alla luce della Via Iniziatica. «Martin» racconta Paolo Oddenino Paris «era un vulcano di idee, un'eruzione costante di manifestazioni di potere, una persona che amava la vita in qualunque sua forma, che sapeva cogliere da essa i messaggi dello spirito e gli insegnamenti più raffinati, insieme ai lati più comici e divertenti».

Questo volume delinea un parallelo tra la scuola Tolteca, presentata da Don Juan a Carlos Castaneda e quella Essena, introdotta all'autore dal proprio Maestro: Martin. In questo volume sono descritti i passaggi più importanti dell'iniziazione, gli episodi e le modalità che l'apprendista ha seguito al fine di penetrare un mistero, sviscerarlo e poterne riproporre l'essenza ad altri che intendono seguire lo stesso cammino.

La storia è raccontata con uno stile narrativo originale, in cui il protagonista si trasforma, assume vesti e sembianze diverse per non fissarsi in una rappresentazione cristallizzata che non gli permetterebbe di librarsi nell'infinito spazio della libertà.

  


Un allievo stravagante, una guida straordinaria e inconsueta, un resoconto avvincente di uno strano apprendistato per arrivare alla consapevolezza. Azzurrincantesimi e Magie Rosa è molte cose assieme: un libro che diverte, pieno di vita e di ironia; un tributo d'amore al Maestro Martin, che l'autore Paolo Oddenino Paris rende, raccontando la sua eccezionale esperienza di apprendimento all'insegna, sempre e comunque, dell'originalità fuori da qualunque schema di riferimento; la prova tangibile che un serio percorso di ricerca è anzitutto una via di gioia e di divertimento, di scoperte e di libertà, oltre che di disciplina, volontà di ferro, impeccabilità; il libro è infine un insegnamento prezioso, più o meno diretto, sull'illusorietà del mondo tale quale lo viviamo e percepiamo e sulle straordinarie possibilità aperte a chi davvero lo desidera.E così troviamo l'autore nel suo periodo "dark", tutto vestito di nero, con un grande mantello dalla fodera di raso rossa, che deve dire alla gente di essere il diavolo. (Ma lui diceva di essere suo amico, "perché di dire che ero proprio il diavolo non me la sentivo"). E molti, nella sua città (Torino) pensavano che chissà quali strani magheggi di magia nera compisse Poi, una volta affrontato e superato il suo "Operal Nero", lo ritroviamo, completamente trasformato anche fisicamente, alle prese con l'arte di essere "inaccessibile" e pronto per l'esperienza dell'"Operal Bianco": tre anni in cui approfondisce tutte le sfaccettature del silenzio, esteriore ed interiore, imparando a vedere senza essere visto. Infine, l'accesso all'"Operal Rosso", uno stato in cui la coscienza ampliata attinge alle più svariate e incredibili possibilità di percezione e di entrata in dimensioni parallele.