
Scritto al ritorno da un’esplorazione davvero intensa e profonda:
Ciò che si vive, si comprende e si intuisce durante un’esplorazione attraversa corpi, emozioni, credenze e paure.
Poi, inevitabilmente, si trasforma in parole… ma le parole non possono mai contenerlo davvero.
Il testo scritto è solo un residuo, una minima parte di ciò che si è vissuto, non l’esperienza stessa.
Resta così quella sensazione di impossibilità di tradurre pienamente ciò che si è esperito.
In fondo, forse è questa la vera “tragedia” dell’esploratore.