venerdì 29 maggio 2026

Il potere della Gratitudine

 


Una storia arrivata nel dormiveglia l'altro ieri mattina.

Tanti anni fa ero un giovanotto. Avrò avuto venticinque, forse trent’anni. Una vita normale, come tante. E poi, un giorno qualunque, è successo qualcosa. All’epoca mi sembrò poco più di un episodio insignificante… ma col tempo ha assunto tutt’altro significato.

Ero per strada quando vidi un bambino, avrà avuto sei anni. Era chiaramente in difficoltà. Un ragazzo più grande, sui dodici anni, lo stava prendendo di mira. Non era solo uno scherzo: si capiva che la situazione stava degenerando. Non ci pensai, non fu una decisione ragionata. Mi venne spontaneo intervenire. Mi misi in mezzo, difesi quel bambino, e tutto finì lì.
O almeno, così credevo.
La vita è andata avanti. Ho fatto il mio percorso, sono invecchiato. Gli anni sono passati, come passano per tutti. Quel bambino, invece, è cresciuto ed è diventato un uomo.
Uno di quelli che, nel quartiere, contano davvero. Una presenza forte, rispettata. Di quelle che è meglio non avere contro; ma soprattutto, una persona che non ha dimenticato.
Oggi sono un uomo anziano. Eppure vivo con una tranquillità che molti non conoscono. Posso uscire di casa senza preoccupazioni. Posso lasciare la porta aperta.
Qui nessuno si azzarda a toccare ciò che è mio. Né tantomeno a farmi del male.
E il motivo è semplice: quel bambino… si ricorda.
E a modo suo, ancora oggi, mi protegge.
Ogni tanto penso a quanto sia misterioso il modo in cui funzionano le cose.
Fai qualcosa senza aspettarti nulla, e anni dopo ti ritorna indietro in una forma che non avresti mai potuto immaginare.

Questa vicenda mi riporta alla mente un'episodio della vita di Gesù: dieci lebbrosi vengono guariti, ma uno solo, un samaritano, torna indietro a ringraziare. (Luca 17:11-19)

La gratitudine non è scontata, anzi è rara.
E proprio per questo, quando la incontri, la riconosci subito perché è autentica.
E quando è autentica… lascia un segno che il tempo non cancella.

giovedì 28 maggio 2026

Sulla meditazione col mantra

 


Oggi voglio condividere qualcosa che mi ha colpito, anche se non fornirò tutti i dettagli... capirete perché man mano che leggerete.

Mi sono ritrovato a sfogliare alcune pagine di un libro scritto da un noto occultista del secolo scorso. Un testo in cui vengono elencati e descritti un gran numero di demoni, con tanto di caratteristiche, poteri e attributi. Lettura non esattamente leggera ed edificante nella quale non mi sono mai immerso in passato, ma che oggi sentivo la spinta interiore a intraprendere per ragioni che ho compreso più tardi. Mentre scorrevo quei nomi, mi sono fermato di colpo. Una fonte online di ex-seguaci di una organizzazione che promuove la meditazione col mantra riporta i mantra segreti di tale organizzazione. Con mio sommo stupore ho rilevato che il nome di uno di questi demoni citato nel libro dell'occultista di cui sopra era identico a uno dei mantra usati da tale organizzazione.

Questa cosa mi ha causato un certo turbamento. Trovo inquietante pensare che migliaia di persone ripetano continuamente quel suono durante la meditazione, del tutto inconsapevoli di cosa stiano pronunciando.

Quali sono le conseguenze, ammesso che ce ne siano, non lo so. Ma la domanda mi sembra legittima.

Detto questo, voglio essere onesto: non ho una prova che quel mantra sia il nome di quel demone nel senso stretto del termine. Potrebbe anche essere una coincidenza. Ma proprio per questo, mi sembra che valga la pena rifletterci.

Se siete cristiani, ci sono mantra alternativi semplici e carichi di significato: "Gesù", "Amen", oppure "Maranatha", un'espressione aramaica che compare nel Nuovo Testamento e significa "Vieni, Signore".

Se invece preferite qualcosa di più neutrale, il dottor Herbert Benson nel suo libro La risposta rilassante suggerisce semplicemente la parola "one", che in italiano si traduce con “uno”, senza connotazioni religiose di alcun tipo, ma altrettanto efficace.

A proposito di efficacia, mi tornano in mente le parole di Anthony De Mello, il gesuita e maestro spirituale scomparso nel 1987, che nel libro Sadhana racconta:

"Un amico gesuita, che tratta tutte le teorie religiose con sano scetticismo, mi assicura che, con la ripetizione costante e ritmica di 'uno-due-tre-quattro', raggiunge gli stessi risultati 'mistici' che il suo confratello più religioso afferma di ottenere con la devota e ritmica recita del nome di Dio."

Questa citazione apre un'altra porta: conta di più il suono in sé, o l'intenzione con cui lo usiamo? Domanda aperta, senza risposta definitiva.

Quello che posso dire è che ho beneficiato personalmente della meditazione con il mantra; è una pratica che rispetto e continuo a considerare preziosa. Nel mio libro "Luce e Tenebre" ho condiviso un'esperienza meravigliosa al riguardo. Proprio per questo mi sento di invitare chiunque pratichi la meditazione col mantra a fermarsi un momento e chiedersi: so cosa sto ripetendo? Da dove viene questo suono? Cosa porta con sé?

Non è una domanda retorica. È semplicemente buon senso.

domenica 17 maggio 2026

Album "The divine name: I AM" di Jonathan Goldman

 

Una traduzione in italiano della descrizione dell'album dal sito del compositore. 

«È come meditare mentre si è cullati tra le braccia di Dio.»

Dr. Wayne Dyer, autore di *Wishes Fulfilled*

Nella tradizione di *HOLY HARMONY* arriva questa registrazione incantevole che presenta due suoni sacri recentemente riscoperti e riuniti per la prima volta:

Il Nome Divino — il nome perduto di Dio
Le Frequenze del Codice di Mosè — il suono dell’IO SONO.
Immaginate antichi monaci che invocano il Nome Divino di Dio con frequenze speciali rivelate a Mosè, mentre una sacerdotessa incantevole intona questi suoni sacri.

Questo potrebbe essere uno degli strumenti sonori più potenti mai creati per la manifestazione! Perfetto per meditazione, lavori energetici, lavoro sul corpo e manifestazione 

QUI è possibile ascoltare un'anteprima dell'album.

Download file in MP3 acquistabile QUI

NB Non guadagno nulla da un eventuale acquisto del prodotto da parte dei lettori.

La mia esperienza odierna con l'ascolto di prima mattina a letto, con auricolari, in penombra:
L'album dura 66' ma avrei voluto che non finisse più.
Le comprensioni che seguono sono provvisorie e suscettibili di ampliamento/revisione a seconda delle esperienze che rifarò in questo stato prossimamente... perchè sì... ci tornerò!
Man mano che ti lasci andare vieni accolto nel grembo del Creatore/Energia Creatrice... nel Padre.
L'energia creatrice è pura energia ma, se lo desidera, può assumere forma/corpo.
Come individuo puoi scegliere di scioglierti nell'oceano di consapevolezza del Creatore o mantenere una piccola parte di individualità, Se anche ti sciogli poi puoi riprendere la tua individualità quando lo desideri.
L'energia cristica è un aspetto dell'energia del Creatore.
Ho anche sentito risuonare con forza il concetto espresso da Monroe del “tornare con dei doni”: quando rientri con esperienze, qualità e consapevolezze maturate, tutto questo si reintegra nell’energia creatrice, contribuendo alla sua espansione.
In questa visione, l’energia creatrice non appare come onnisciente e onnipotente in senso assoluto, ma come una realtà in continua espansione, che cresce anche attraverso l’esperienza delle sue parti.
Nella prima parte dell'esperienza, quando mi sentivo ancora separato dal tutto, le chiedevo di riempire e nutrire alcuni "buchi" energetici e la sensazione era proprio quella di un nutrimento reale e immediato.
Non so perché, ma in quel momento mi venivano in mente insieme il maschile e il femminile: forse perché, in quella presenza, i confini sembrano dissolversi. 

Nell’energia creatrice non ho percepito nè bene, nè male, né gioia nè dolore ma consapevolezza, pace e una quiete profonda.

Grazie Jonathan Goldman.