Nel 2016, appena terminato il corso di esplorazione dell'Aldila - I livello con Bruce Moen, Ana Cortez scrisse un articolo in inglese sul suo blog dal titolo:
Bruce Moen
un blog come tanti altri
Nel 2016, appena terminato il corso di esplorazione dell'Aldila - I livello con Bruce Moen, Ana Cortez scrisse un articolo in inglese sul suo blog dal titolo:
Bruce Moen
A volte, quando incontriamo qualcosa che non conosciamo, la prima reazione è sminuirlo.
Tanti anni fa ero un giovanotto. Avrò avuto venticinque, forse trent’anni. Una vita normale, come tante. E poi, un giorno qualunque, è successo qualcosa. All’epoca mi sembrò poco più di un episodio insignificante… ma col tempo ha assunto tutt’altro significato.
Ero per strada quando vidi un bambino, avrà avuto sei anni. Era chiaramente in difficoltà. Un ragazzo più grande, sui dodici anni, lo stava prendendo di mira. Non era solo uno scherzo: si capiva che la situazione stava degenerando. Non ci pensai, non fu una decisione ragionata. Mi venne spontaneo intervenire. Mi misi in mezzo, difesi quel bambino, e tutto finì lì.
O almeno, così credevo.
La vita è andata avanti. Ho fatto il mio percorso, sono invecchiato. Gli anni sono passati, come passano per tutti. Quel bambino, invece, è cresciuto ed è diventato un uomo.
Uno di quelli che, nel quartiere, contano davvero. Una presenza forte, rispettata. Di quelle che è meglio non avere contro; ma soprattutto, una persona che non ha dimenticato.
Oggi sono un uomo anziano. Eppure vivo con una tranquillità che molti non conoscono. Posso uscire di casa senza preoccupazioni. Posso lasciare la porta aperta.
Qui nessuno si azzarda a toccare ciò che è mio. Né tantomeno a farmi del male.
E il motivo è semplice: quel bambino… si ricorda.
E a modo suo, ancora oggi, mi protegge.
Ogni tanto penso a quanto sia misterioso il modo in cui funzionano le cose.
Fai qualcosa senza aspettarti nulla, e anni dopo ti ritorna indietro in una forma che non avresti mai potuto immaginare.
Questa vicenda mi riporta alla mente un'episodio della vita di Gesù: dieci lebbrosi vengono guariti, ma uno solo, un samaritano, torna indietro a ringraziare. (Luca 17:11-19)
La gratitudine non è scontata, anzi è rara.
E proprio per questo, quando la incontri, la riconosci subito perché è autentica.
E quando è autentica… lascia un segno che il tempo non cancella.
Una traduzione in italiano della descrizione dell'album dal sito del compositore.
«È come meditare mentre si è cullati tra le braccia di Dio.»
Dr. Wayne Dyer, autore di *Wishes Fulfilled*
Nella tradizione di *HOLY HARMONY* arriva questa registrazione incantevole che presenta due suoni sacri recentemente riscoperti e riuniti per la prima volta:
Il Nome Divino — il nome perduto di Dio
Le Frequenze del Codice di Mosè — il suono dell’IO SONO.
Immaginate antichi monaci che invocano il Nome Divino di Dio con frequenze speciali rivelate a Mosè, mentre una sacerdotessa incantevole intona questi suoni sacri.
Questo potrebbe essere uno degli strumenti sonori più potenti mai creati per la manifestazione! Perfetto per meditazione, lavori energetici, lavoro sul corpo e manifestazione
QUI è possibile ascoltare un'anteprima dell'album.
Download file in MP3 acquistabile QUI.
NB Non guadagno nulla da un eventuale acquisto del prodotto da parte dei lettori.
La mia esperienza odierna con l'ascolto di prima mattina a letto, con auricolari, in penombra:
L'album dura 66' ma avrei voluto che non finisse più.
Le comprensioni che seguono sono provvisorie e suscettibili di ampliamento/revisione a seconda delle esperienze che rifarò in questo stato prossimamente... perchè sì... ci tornerò!
Man mano che ti lasci andare vieni accolto nel grembo del Creatore/Energia Creatrice... nel Padre.
L'energia creatrice è pura energia ma, se lo desidera, può assumere forma/corpo.
Come individuo puoi scegliere di scioglierti nell'oceano di consapevolezza del Creatore o mantenere una piccola parte di individualità, Se anche ti sciogli poi puoi riprendere la tua individualità quando lo desideri.
L'energia cristica è un aspetto dell'energia del Creatore.
Ho anche sentito risuonare con forza il concetto espresso da Monroe del “tornare con dei doni”: quando rientri con esperienze, qualità e consapevolezze maturate, tutto questo si reintegra nell’energia creatrice, contribuendo alla sua espansione.
In questa visione, l’energia creatrice non appare come onnisciente e onnipotente in senso assoluto, ma come una realtà in continua espansione, che cresce anche attraverso l’esperienza delle sue parti.
Nella prima parte dell'esperienza, quando mi sentivo ancora separato dal tutto, le chiedevo di riempire e nutrire alcuni "buchi" energetici e la sensazione era proprio quella di un nutrimento reale e immediato.
Non so perché, ma in quel momento mi venivano in mente insieme il maschile e il femminile: forse perché, in quella presenza, i confini sembrano dissolversi.
Nell’energia creatrice non ho percepito nè bene, nè male, né gioia nè dolore ma consapevolezza, pace e una quiete profonda.
Grazie Jonathan Goldman.
Una delicata versione con voce e pianoforte del brano di Johnny Thunders, a cura di Rob Smallwood.
Premessa: non conosco personalmente Corrado Malanga e non ho mai interagito con lui.
Negli ultimi
giorni ha fatto discutere il servizio de Le Iene dedicato a Corrado
Malanga, figura nota nel panorama della ricerca sugli alieni.
Ho aspettato un po’ prima di dire la mia, prendendomi il tempo di riascoltare
con attenzione il video dell’”intervista” delle Iene, reperibile sia sul sito
di Mediaset Infinity (clicca QUI) sia la risposta di Malanga su YouTube (clicca QUI).
Dopo qualche riflessione, sento di voler condividere alcune considerazioni
personali sulla vicenda.
Un attacco strumentale?
A mio avviso, è molto probabile che il video delle Iene, come anche l’episodio legato a “La Zanzara” (clicca QUI) e quello di Rai Tre del 21 Novembre 2025 (clicca QUI), rientrino in un attacco orchestrato e strumentale che mira a screditare sia l’uomo sia le sue ricerche.
Trovo difficile credere che sia un caso la quasi contemporanea diffusione di questi contenuti critici su tre canali così importanti e seguiti dal pubblico.Per anni Malanga ha parlato apertamente di alieni, di coscienza, di interferenze, senza che nessuno gli muovesse accuse secondo queste modalità pubbliche. Ora che sta lavorando a progetti complessi – come quello della “piramide di Chefren” e, a giugno 2025, con la pubblicazione del libro “Fenomeni Beata Vergine Maria. Contatti alieni e apparizioni mariane a confronto con l'IA”, ha esaminato le apparizioni mariane concludendo che si tratterebbero di manifestazioni aliene, attaccando di fatto la fede di più di un miliardo di cattolici nel mondo – improvvisamente esplode il “caso”.
Inoltre, secondo quanto riferisce Mazzucco nel video di risposta di Malanga sopra citato, la legge 4 del 2013 consente l’esercizio di attività come quella dell’ipnologo come libera professione intellettuale. In questa cornice, l’ipnosi a fini non terapeutici che Malanga ha dichiarato di aver praticato in passato (ai fini di crescita personale, coaching, spiritualità) rientra nelle prestazioni ammesse come libera professione e non richiede né diploma specifico né iscrizione a un albo professionale, purché non si facciano diagnosi mediche né si prescrivano terapie. Pertanto, le accuse delle Iene a Malanga sul semplice fatto di aver usato l’ipnosi in ambito non medico appaiono quantomeno discutibili sul piano giuridico e, per molti versi, inopportune.
La modalità del servizio televisivo delle Iene è, ancora una volta, la solita: provocatoria, tagliata ad arte, accusatoria, più interessata al sensazionalismo che alla sostanza. Nulla di nuovo. Ma ciò che mi fa riflettere è che solo oggi molti gridino allo scandalo per il modo in cui Le Iene hanno trattato Malanga, quando in passato tutti, me compreso, siamo rimasti in silenzio mentre altre persone venivano messe alla gogna mediatica. Forse ci indigniamo solo quando le Iene toccano qualcuno che conosciamo e che dai suoi estimatori è sommamente considerato?
Il merito di un lavoro pionieristico
Vale la pena
ricordare che a Malanga dobbiamo molto. È stato tra i primi in Italia a portare
avanti con rigore e sistematicità lo studio del fenomeno alieno, costruendo
modelli interpretativi originali e aprendo un dibattito pubblico che nessun
altro aveva osato affrontare con tale profondità.
Questa dedizione, spesso offerta a titolo gratuito e sostenuta soorattutto dalla sua determinazione, merita riconoscenza, quale che sia il giudizio sul suo metodo.
A questo proposito, gli alieni esistono? Oltre a ciò che per anni ha insegnato Malanga, esistono testimonianze di prima mano di persone che godono della mia stima che affermano di aver visto esseri non umani in stato di veglia, alla luce del giorno, in contesti ordinari e non alterati. Nel 2026 verranno pubblicate le loro esperienze al riguardo, affinchè ognuno possa farsi la propria idea.
Gli elementi inquietanti del caso
Ci sono però
aspetti del materiale emerso che lasciano perplessi.
Quando Malanga dice al marito della donna coinvolta che “non vi siete
innamorati per caso, ma è stato l’alieno in lei a condizionarvi per generare
figli utili a lui”, non posso che rabbrividire. È un tipo di affermazione che,
in qualsiasi contesto, suona più da setta che da ricerca scientifica.
Ancora più delicato è l’aspetto che riguarda i figli: il dodicenne che afferma “ho integrato anima e spirito”, o il quattordicenne che racconta di aver colpito una presenza con “un raggio verde” sono immagini che inquietano. Non tanto per il contenuto simbolico, ma perché sembrano testimoniare la presenza di una forte influenza di credenze adulte su menti ancora in formazione.
A ciò si
aggiungono gli oltre 200 messaggi scambiati tra Malanga e la madre, indice di
un rapporto continuativo e intenso, non di un semplice incontro occasionale.
Tutto questo lascia aperte domande – legittime, e che spetterà alle debite
autorità chiarire – sui limiti etici e psicologici di certe influenze ed eventuali pratiche.
Il rischio della deriva psicologica
Alcune uscite
di Malanga, come la celebre frase “quando la Meloni sgrana gli occhi è l’alieno
dentro di lei”, contribuiscono purtroppo a farlo apparire, agli occhi del
pubblico generalista, come una figura poco credibile o eccessiva nelle sue affermazioni.
Comprendo perché gran parte dell’opinione pubblica reagisca con scetticismo e
ironia, anche se non condivido assolutamente il modo superficiale e sbrigativo con
cui certa informazione tende a etichettare e ridicolizzare questo tipo di situazioni.
Ma su questo aspetto, credo che l’unica che abbia titolo a rispondere sia solo ed esclusivamente la diretta interessata ossia Giorgia
Meloni.
Considerazioni finali
In
conclusione, credo che questa vicenda rappresenti un punto di svolta.
Da un lato, Malanga rimane una figura centrale nella ricerca alternativa sugli
alieni e nelle riflessioni sulla coscienza. Dall’altro, certi episodi, in
particolare l’eventuale interazione di Malanga con i minori tramite insegnamenti offerti, ipnosi o meditazioni che lo coinvolgono direttamente, se confermata, sembrano essere difficili da
giustificare e danno l’impressione di un eccesso di zelo o di un confine
oltrepassato.
Resta una
grande amarezza: la sensazione che tutto questo abbia
contribuito a distruggere una famiglia e a gettare discredito su un
campo di ricerca che avrebbe bisogno di tutto tranne che di
spettacolarizzazione.
E forse, al di là di ogni giudizio, questa è la vera tragedia di tutta la
vicenda.
Il 29 aprile 2024 pubblicai questo post sulle cosiddette élite.
Da allora lo scenario è diventato ancora più difficilmente ignorabile: l'orribile vicenda Epstein, ormai di dominio pubblico, ha squarciato il velo su un livello di corruzione morale e spirituale che molti preferiscono non vedere.
In questo contesto, ritengo opportuno pubblicare nuovamente la testimonianza di Ronald Bertrand che non è solo un’aggiunta di dettagli ma bensì un'apertura ulteriore nel muro del silenzio, che apre scenari ancora più inquietanti su come potere, denaro e abuso possano intrecciarsi "ai piani alti".
Bertrand parla apertamente di ciò che il materiale legato a Epstein solo lascia immaginare: un’élite planetaria che è in contatto con Entità del mondo spirituale a bassissima frequenza vibrazionale per ottenere potere.
I sottotitoli in italiano, pur non perfetti, sono sufficientemente chiari da rendere l’idea e permettere di seguire bene il racconto.
Se conosci l’inglese, ti suggerisco però di ascoltare direttamente la voce originale: certe sfumature emotive passano meglio nella lingua in cui la testimonianza è stata resa.
Per vedere il video con sottotitoli in italiano clicca QUI.
Se preferisci guardare la serie di video in inglese, clicca qui.
Questo video non deve spaventarci ma renderci consapevoli delle dinamiche profonde che modellano il mondo in cui viviamo.
Nel giugno 2025 mi sono confrontato con l’intelligenza artificiale (ChatGPT) sul concetto di Bliss uno stato di apparente beatitudine che, dietro la sua promessa di pace assoluta, può nascondere interrogativi profondi sulla libertà e sulla coscienza.
Il primo contatto con questa idea risale alla visione della serie TV V, che mi aveva lasciato domande rimaste in sospeso nel tempo.
La conversazione si è sviluppata in una maniera decisamente imprevista pochè l’elaborazione teorica si è trasformata in qualcosa di molto più vivo: quando ho chiesto all'I.A. di tradurre quei concetti in una narrazione, è nato un racconto che mi ha sinceramente sorpreso. Non solo per la struttura e l’intensità emotiva, ma per la capacità di insinuare domande scomode.
Un racconto che invita a pensare, a interrogarsi, a guardare oltre ciò che appare.
Qui sotto trovate l’intero percorso: dai chiarimenti iniziali fino alla storia completa generata dall’I.A.
📺 Nella serie TV "V" (2009) - clicca QUI per saperne di più
Il Bliss è una forma di controllo mentale/emotivo collettivo usata dalla leader aliena Anna. Funziona come una trasmissione telepatica che induce nei Visitatori (e potenzialmente anche negli umani) un senso profondo di pace, felicità e devozione, che:
li rende docili e obbedienti,
rafforza il legame emotivo con la leader,
riduce il pensiero critico o l’opposizione.
Il bliss (che significa letteralmente beatitudine, estasi) rappresenta un’idea molto potente nella fantascienza e nella filosofia: la felicità imposta come forma di schiavitù mentale.
"Brave New World" (Aldous Huxley): l’uso della droga soma per mantenere la popolazione felice e docile.
"Equilibrium": un farmaco (Prozium) sopprime le emozioni per evitare conflitti, ma anche ribellioni.
"The Matrix": le persone vivono in una simulazione felice mentre i loro corpi sono schiavi delle macchine.
"Fahrenheit 451": la distrazione continua (TV, mass media) impedisce alle persone di pensare criticamente o essere infelici.
In termini generali, uno strumento simile al "bliss" funziona secondo questi principi:
Piacere come catena
Il cervello umano è programmato per cercare il piacere ed evitare il dolore. Offrire piacere continuo crea dipendenza e acquiescenza.
Soppressione del dissenso
Se tutti si sentono "felici", non ci sarà spinta a ribellarsi, anche se quella felicità è artificiale.
Centralizzazione del potere
Chi controlla la fonte del bliss (la droga, il segnale, il sistema) ha potere assoluto su chi lo riceve.
Cancellazione dell’individualità
L’uniformità emotiva (tutti felici nello stesso modo) cancella la diversità di pensiero, l'autenticità e la libertà personale.
L’idea di un “bliss indotto” solleva domande etiche:
È meglio essere felici e schiavi, o liberi e potenzialmente infelici?
È un tema ricorrente nella narrativa distopica, e anche nella filosofia (es. il paradosso della “macchina dell’esperienza” di Nozick).
ed ora il racconto...
NOVITA'
Adesso "Mondi senza fine" è disponibile online anche al sito del Giardino dei Libri!
Clicca QUI
La testimonianza di Oriana Fallaci si aggiunge a quella di Vittorio Feltri narrata QUI
Trovo che qualsiasi commento sia superfluo…
Fonte e una parte più ampia dell’intervista èdisponibile qui https://www.linkiesta.it/2013/05/oriana-fallaci-intervista-giulio-andreotti/
"Lui parlava con la sua voce lenta, educata, da confessore che ti impartisce la penitenza di cinque Pater, cinque Salve Regina, dieci Requiem Aeternam, e io avvertivo un disagio cui non riuscivo a dar nome.
Poi, d’un tratto, compresi che non era disagio. Era paura.
Quest’uomo mi faceva paura.
Ma perché? Mi aveva ricevuto con gentilezza squisita: cordiale.
Mi aveva fatto ridere a gola spiegata: arguto, e il suo aspetto non era certo minaccioso.
Quelle spalle strette quanto le spalle di un bimbo, e curve.
Quella mancanza quasi commovente di collo. Quel volto liscio su cui non riesci a immaginare la barba. Quelle mani delicate, dalle dita lunghe e bianche come candele. Quell’atteggiamento di perpetua difesa. Se ne stava tutto inghiottito in se stesso, con la testa affogata dentro la camicia, e sembrava un malatino che si protegge da uno scroscio di pioggia rannicchiandosi sotto l’ombrello, o una tartaruga che si affaccia timidamente dal guscio.
A chi fa paura un malatino, a chi fa paura una tartaruga? A chi fanno male?
Solo più tardi, molto tardi, realizzai che la paura mi veniva proprio da queste cose: dalla forza che si nascondeva dietro queste cose.
Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia.
Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza.
L’intelligenza, perbacco se ne aveva.
Al punto di potersi permettere il lusso di non esibirla.
A ogni domanda sgusciava via come un pesce, si arrotolava in mille giravolte, spirali, quindi tornava per offrirti un discorso modesto e pieno di concretezza.
Il suo humour era sottile, perfido come bucature di spillo.
Lì per lì non le sentivi le bucature ma dopo zampillavano sangue e ti facevano male.
Lo fissai con rabbia.
Sedeva a una scrivania sepolta sotto i fogli e dietro, sulla parete di velluto nocciola, teneva una Madonna con Bambin Gesù. La destra della Madonna scendeva verso il suo capo a benedirlo.
No, nessuno lo avrebbe mai distrutto.
Sarebbe stato sempre lui a distruggere gli altri.
Con la calma, col tempo, con la sicurezza delle sue convinzioni. O dei suoi dogmi? Crede al paradiso e all’inferno.
All’alba va a messa e la serve meglio di un chierichetto.
Frequenta i papi con la disinvoltura di un segretario di Stato e guai, scommetto, a svegliare la sua ira silenziosa.
Quando lo provocai con una domanda maleducata, il suo corpo non si mosse e il suo volto rimase di marmo. Però i suoi occhi s’accesero in un lampo di ghiaccio che ancora oggi mi intirizzisce. Dice che a scuola aveva dieci in condotta.
Ma sotto il banco, scommetto tirava pedate che lasciavano lividi blu.
(...)
Qualcuno ha reso disponibile il PDF "La meccanica del Destino" sia in italiano sia in inglese.
Qui di seguito trovi la copertina e la prefazione.
Download in italiano: clicca QUI
Download in inglese: clicca QUI
Se vuoi fare un'offerta: clicca QUI
Ho letto il libro? Solo alcune pagine.
Allora perchè lo condivido con voi? Perchè si tratta di un'opera originale che viene divulgata gratuitamente. Poi se volete fare un'offerta, sono certo che colui che si definisce "lo scriba" apprezzerà.
Ormai sembra un secolo fa quando conclusi una via iniziatica con Paolo Oddenino Paris come guida.
Questa mattina ho riletto alcuni passi tratti dai suoi libri e, ancora una volta, ho provato un moto di gratitudine ed affetto verso quell'uomo che da tempo non insegna più.
QUI puoi trovare una serie di articoli del blog che parlano di lui.
I libri di Paolo offrono una quantità pressocchè infinita di spunti di riflessione ed idee per l'esplorazione.
Riporto qui di seguito la copertina di tre dei suoi libri insieme alla descrizione degli stessi che si trova in rete. Queste opere sono disponibili solo usate. Se avete voglia di cercarle online le troverete.
Ancora una volta, mi sento di dire GRAZIE Paolo.
E GRAZIE anche a Luigi, splendido Operal Bianco.
Infine QUI trovate un blog contenente anche articoli su Paolo
Una via iniziatica è la storia di un'iniziazione, quella che Martin, Maestro della Tradizione Essena, conferì a Paolo Oddenino Paris in modo originale, privo di riferimenti didattici e di supporti culturali. Un'iniziazione vissuta tramite stravaganti episodi, sconvolgenti esperienze e momenti colmi di allegria e di buon umore.
È un susseguirsi rapido di eventi nei quali l'autore scopre ogni volta nuove consapevolezze e, con sorpresa, il personaggio Gesù, rappresentato alla luce della Via Iniziatica. «Martin» racconta Paolo Oddenino Paris «era un vulcano di idee, un'eruzione costante di manifestazioni di potere, una persona che amava la vita in qualunque sua forma, che sapeva cogliere da essa i messaggi dello spirito e gli insegnamenti più raffinati, insieme ai lati più comici e divertenti».
Questo volume delinea un parallelo tra la scuola Tolteca, presentata da Don Juan a Carlos Castaneda e quella Essena, introdotta all'autore dal proprio Maestro: Martin. In questo volume sono descritti i passaggi più importanti dell'iniziazione, gli episodi e le modalità che l'apprendista ha seguito al fine di penetrare un mistero, sviscerarlo e poterne riproporre l'essenza ad altri che intendono seguire lo stesso cammino.
La storia è raccontata con uno stile narrativo originale, in cui il protagonista si trasforma, assume vesti e sembianze diverse per non fissarsi in una rappresentazione cristallizzata che non gli permetterebbe di librarsi nell'infinito spazio della libertà.