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giovedì 17 settembre 2026

Perché anche l'esploratore deve esercitare fiducia?

  

Quali sono le fonti di conoscenza quando si esplorano quelli che chiamiamo mondi invisibili, realtà non fisiche o dimensioni dell'Aldilà?

Una prima risposta potrebbe essere: le informazioni ricevute da altri. Anche un esploratore che cerca l'esperienza diretta, infatti, spesso riceve indicazioni, spiegazioni o insegnamenti da guide, presenze, compagni di viaggio, esseri percepiti come non fisici o persone che hanno raccontato esperienze simili prima di lui. In questi casi entra inevitabilmente in gioco la fiducia.

Con "fiducia" non intendo credulità cieca. Intendo piuttosto la disponibilità a prendere in considerazione un'informazione, pur riconoscendo che non sempre possiamo verificarne con certezza assoluta la fonte, l'origine e il significato. Qualcuno potrebbe chiamarla fede; io preferisco definirla una fiducia vigile, aperta alla verifica e alla revisione.

Informazioni ricevute da terzi

Un esempio chiaro riguarda Robert Monroe e la vicenda del Loosh. In Viaggi Lontani, Monroe racconta di essere venuto a conoscenza di questo argomento attraverso un rote, una sorta di pacchetto di informazioni trasmessogli dal suo compagno di viaggio BB. Il rote era contenuto nell'opuscolo relativo all'illusione dello spazio e del tempo, consegnato ai viaggiatori dal Direttore del viaggio. BB stesso precisa di non sapere da dove il Direttore avesse ottenuto esattamente quelle informazioni: «Ce li ha semplicemente gettati», dice, nel senso che le aveva distribuite senza fornire ulteriori spiegazioni.

Monroe, quindi, non afferma di avere scoperto autonomamente il discorso sul Loosh. Lo riceve già strutturato, come parte del materiale informativo destinato ai viaggiatori.

Le presenze che lo hanno informato erano davvero ciò che affermavano di essere?

E, ammesso che lo fossero, Monroe le ha ricevute e comprese nel modo più completo possibile?

Un caso simile è quello di Bruce Moen, che in Viaggio verso il Padre riceve gran parte delle informazioni su “Inferni” e “Paradisi” da quelli che definisce "Operatori della Coscienza" — persone defunte che, secondo il racconto, aiutano altri defunti nella loro esperienza post-terrena. Anche qui, si ripropongono le stesse domande.

Naturalmente questo non significa che Moen o Monroe accettino tutto in modo passivo o acritico. Significa però riconoscere che, quando una conoscenza viene trasmessa da una fonte esterna, una quota di fiducia è inevitabile.

Esperienza diretta e interpretazione

Esiste poi un'altra fonte di conoscenza: l'esperienza diretta. Una persona può esplorare attraverso i metodi che sente più congeniali: un'esperienza fuori dal corpo, un sogno lucido che si trasforma in OBE, l'ascolto dell'Hemi-Sync, il metodo dell'attenzione focalizzata sviluppato da Bruce Moen o altri strumenti e pratiche.

Che l'esperienza sia spontanea o intenzionalmente ricercata, restano però le stesse domande di fondo:

Le presenze che incontro sono davvero ciò che affermano di essere?

Le realtà che incontro sono davvero ciò che sembrano essere?

E io sono in grado di comprendere ciò che percepisco senza deformarlo attraverso le mie paure, aspettative e credenze?

L'esperienza diretta è certamente preziosa — forse lo strumento più importante a nostra disposizione. Ma esperienza diretta non significa interpretazione infallibile.

Nella vita, ciascuno di noi è stato esposto a insegnamenti, idee e credenze che ha inizialmente accolto come veri prima di poterli verificare personalmente. Questi elementi influenzano il modo in cui affrontiamo un'esperienza e, soprattutto, il modo in cui la interpretiamo in seguito. A questo si aggiungono paure, desideri, speranze, condizionamenti culturali e credenze accumulate nel corso dell'esistenza. Ogni esperienza, e la successiva interpretazione dell'esperienza, è quindi in qualche misura colorata da tutti questi elementi. Questo non significa che l'esperienza sia falsa. Significa che dobbiamo tenere conto del filtro attraverso cui la riceviamo.

Quando l'insegnamento precede l'esperienza

Immaginiamo un esploratore che, negli anni della propria formazione, sia entrato in contatto con gli insegnamenti di Ramtha raccolti sotto il titolo Sfuggire alla trappola della luce. Se li ha ritenuti attendibili e li ha profondamente interiorizzati prima di iniziare a esplorare certi aspetti dell’Aldilà, è naturale che tali insegnamenti influenzino il suo modo di interpretare ciò che incontra. Potrebbe tendere a percepire, dare maggiore peso o attribuire un significato particolare a esperienze che sembrano confermare ciò che ha già appreso: per esempio, l'idea che dopo la morte non si debba andare verso la luce, ma dirigersi verso il vuoto.

Non sto dicendo che tali esperienze siano inventate o prive di valore. Sto dicendo che ogni esploratore dovrebbe chiedersi quanto delle proprie percezioni dipenda dall'esperienza in sé. E quanto, invece, dipenda dalle aspettative, dalle paure e dalle credenze che porta con sé.

Fidarsi, in questo senso, non significa accettare tutto. È quella fiducia vigile di cui parlavo all'inizio: si sospende il giudizio, si annota con cura ciò che si è vissuto, si lascia che il tempo e il confronto con altri elementi amplino o correggano le conclusioni iniziali.

Una singola esperienza può essere significativa, ma difficilmente dovrebbe trasformarsi subito in una legge universale. Forse la fiducia più sana è quella che sa convivere con un certo grado di incertezza.

In tale prospettiva quando pubblicai su Amazon Luce e Tenebre, inserii questa nota:

NOTA IMPORTANTE

“Le esperienze e le narrazioni contenute in questo scritto NON rappresentano la verità assoluta, ma il massimo che sono stato in grado di ricevere, gestire e accettare nei momenti specifici in cui le ho vissute, sulla base delle paure e credenze che erano presenti in me a quel tempo.

È possibile che la comprensione di un messaggio o di una conoscenza ricevuta in passato, oggi venga ampliata, modificata, integrata e forse anche stravolta se oggi, rispetto al passato, ho paure e credenze diverse.

Pertanto, sulla base di quanto precede, è necessario rimanere aperti e disponibili a ricevere ulteriore luce e conoscenza su qualsiasi argomento.”

Con questo articolo non intendo minimizzare l'importanza dell'esperienza personale, propria o altrui. Al contrario: per quanto parziale e imperfetta, resta probabilmente lo strumento più importante che abbiamo. Vorrei però sottolineare che, come esseri umani, conosciamo ancora molto poco dell'Universo che ci circonda, visibile e invisibile.

Per questo considero importante accostarsi all'esplorazione con mente aperta e spirito giocoso, senza la pretesa che ciò che percepirò nella prossima esperienza fuori dal corpo, o in qualunque altra esperienza ultraterrena, costituisca la verità definitiva su ciò che sto esplorando.

Ogni volta che ho mantenuto posizioni rigide su certi argomenti, dichiarando al mondo delle "verità", la vita mi ha poi mostrato prospettive nuove e “verità” diverse.

Ecco, credo, perché anche l'esploratore più audace deve esercitare fiducia. Forse l'atteggiamento più saggio è proprio questo: avere il coraggio di cercare, la disponibilità a fidarsi quando serve, e l'umiltà di rivedere le proprie conclusioni.

Grazie per l'attenzione.

giovedì 2 luglio 2026

La "tragedia" dell'esploratore"?

  


Scritto al ritorno da un’esplorazione davvero intensa e profonda:

Ciò che si vive, si comprende e si intuisce durante un’esplorazione attraversa corpi, emozioni, credenze e paure.

Poi, inevitabilmente, si trasforma in parole… ma le parole non possono mai contenerlo davvero.

Il testo scritto è solo un residuo, una minima parte di ciò che si è vissuto, non l’esperienza stessa.

Resta così quella sensazione di impossibilità di tradurre pienamente ciò che si è esperito.

In fondo, forse è questa la vera “tragedia” dell’esploratore.

domenica 14 giugno 2026

Le persone tendono a minimizzare ciò che non conoscono

  

A volte, quando incontriamo qualcosa che non conosciamo, la prima reazione è sminuirlo.
È come se dicessimo dentro di noi: “Se non lo capisco, allora non è così importante”.
In realtà è solo un modo per difenderci da ciò che ci mette a disagio.
Lo facciamo con le persone, con le idee nuove, con le esperienze che escono dai nostri schemi. Ad esempio gli esorcismi, le testimonianze di rapimenti da parte di alieni (abduction), le esperienze mistiche.
Tendiamo a minimizzare ciò che non comprendiamo, forse per sentirci più al sicuro.
Il problema è che così rischiamo di chiudere la porta proprio a ciò che potrebbe farci crescere.
Forse il punto non è giudicare subito, ma concederci il permesso di restare in ascolto.
Possiamo dire: “Per ora non capisco, ma voglio osservare un po’ di più”.
Già questo piccolo spazio può fare la differenza.

E tu, quando incontri qualcosa che non conosci, ti accorgi di come reagisci? Lo giudichi subito, o ti concedi il tempo di restare semplicemente in ascolto?

venerdì 2 gennaio 2026

Profeti di sventura e dissonanza cognitiva: restare centrati nel caos



Vi sono (almeno) due personaggi che, nel corso di quest’anno, hanno annunciato catastrofi, distruzioni, epidemie e lo scoppio di una grande guerra mondiale “entro il 2025”. Uno l’ha fatto pubblicamente su Facebook e Telegram, l’altro solo in piccoli gruppi ristretti o con singoli individui, fornendo le sue “informazioni riservate” ad personam.

Oggi è il due gennaio 2026 e siamo ancora qui a raccontarcela. Vivi e vegeti.

Personalmente ritengo che questi signori siano ispirati da energie basse che hanno lo scopo di generare caos, sgomento e soprattutto paura nelle persone che entrano a contatto con queste “profezie”. E sappiamo bene come la paura sia lo strumento principe per sottomettere le masse. Queste emozioni basse abbassano significativamente il livello energetico della gente e la rendono così più malleabile e gestibile. (Vedasi anche il capolavoro di Frederick Dodson, Livelli di Energia).

Sì... chi scrive ritiene che, in futuro, la situazione politica, economica e sociale tenderà a peggiorare costantemente e progressivamente (lo sta già facendo), e che sarà sempre più necessario centrarsi sull’essenza del proprio Essere, ma questo non deve generare panico: dovrebbe piuttosto risvegliare nel lettore l’urgenza di lavorare seriamente su se stesso e prepararsi interiormente e materialmente a ciò che verrà, qualunque forma prenderà. Parleremo ancora, in futuro, del tema della “preparazione”.​

Quello che i fatti hanno mostrato, ancora una volta, è che nessuno – NESSUNO – può fissare date precise per questi “grandi eventi”.​

Le profezie con la scadenza scritta in calendario si sono rivelate fallaci innumerevoli volte, dalla fine del mondo annunciata da sedicenti veggenti moderni fino alle più note previsioni apocalittiche del passato.​

E, puntualmente, quando la data passa e nulla accade, scatta il meccanismo della dissonanza cognitiva: invece di riconoscere l’errore, si riformula la profezia, si sposta più avanti la data, si inventa un “salvataggio energetico” dell’umanità che avrebbe evitato il peggio all’ultimo minuto.​
(un vecchio post sulla dissonanza cognitiva: clicca qui). 

Per questo l’invito, oggi, non è a inseguire la prossima data “definitiva”, ma a tornare al solo lavoro che ha davvero senso: quello interiore, quotidiano, silenzioso, che ci rende più presenti, lucidi e liberi nel mezzo delle crisi del mondo.​

Statev accort…

lunedì 25 agosto 2025

Frederick Dodson sul Tunnel di Luce nelle NDE (esperienze di pre-morte)

Frederick E. Dodson è un autore dotato di notevoli capacità: scrive con chiarezza ed è anche un esploratore fuori dal corpo. Nei suoi libri descrive le dimensioni che afferma di aver visitato personalmente.

Ha inoltre sviluppato una scala dei “livelli di energia”, che va dai più bassi ai più elevati. Per offrire un’idea concreta, riporto l’elenco presente a pagina 30 del suo volume Livelli di Energia.

Livelli di energia. Introduzione alle frequenze della coscienza - Dodson,  Frederick E., Giuliodori, Patrizia - Libri - Amazon.it 

Livelli di energia alti

1000 Infinito/divinità

700 Unità, non dualità, consapevolezza vasta

600 Beatitudine, pace, serenità, leggerezza

570 Estasi, esaltazione

550 Amore incondizionato

540 Umorismo, felicità

530 Amore, intuizione

510 Potere, iniziativa, integrità

505 Bellezza, creatività, immaginazione

475 Gioia, creatività

Livelli di energia medi

450 Intelligenza, conoscenza, ragione

400 Accettazione, interesse, attenzione, neutralità

320 Volontà, gentilezza, ottimismo, attività

275 Coraggio, rilassatezza, ardore, divertimento

200 Contentamento, abitudine, funzionalità, noia

Livelli di energia bassi

190 Orgoglio, superiorità, arroganza

180 Antagonismo, scontento, critica, lamento, biasimo

160 Rabbia, dominio, aggressione, freddezza

120 Brama, bisogno, desiderio insoddisfatto, compulsione

100 Paura, preoccupazione, timidezza, inferiorità, paranoia

80 Dolore, sofferenza, autocommiserazione

50 Apatia, disperazione, depressione, senso di impotenza

30 Senso di colpa, vergogna, psicosi, umiliazione, odio

 *****

Detto ciò a pag.  78/79 del medesimo libro illustra un concetto particolarmente importante.

“Nell’aldilà si attivano molti “gruppi di pulizia” angelici per assistere chi muore negli stati inferiori, ma non è facile perché c’è sempre chi, anche una volta lasciato il corpo, non vuole farsi aiutare. Qualsiasi forma di aiuto viene percepita in modo paranoico come un’azione malevola. C’è addirittura questa idea che la luce in fondo al tunnel vista da coloro che hanno esperienze di pre-morte in realtà sia una cospirazione dalla quale è meglio stare alla larga. Tutto ciò è falso perché basato su un pensiero paranoico di livello 30.”

giovedì 10 aprile 2025

Un dialogo con Chat GPT

Nei giorni scorsi ho posto delle domande all'Intelligenza Artificiale. Le risposte che mi ha dato mi hanno incuriosito ed inquietato allo stesso tempo.

Si tratta davvero di un mondo nuovo che apre degli scenari straordinari, ma come ogni cosa nuova non sai mai dove condurrà... 

Umano:
Tu puoi dialogare con me in modalità psicoterapeuta senza fare da coach o motivatore ma come uno specchio neutro?

ChatGPT:
Sì, certo. Posso dialogare con te in modo neutro, riflessivo e rispettoso, come farebbe uno specchio empatico, senza spingerti verso soluzioni o motivazioni, ma restando presente con ciò che emerge da te.
Se vuoi, possiamo iniziare quando ti senti pronto. Di cosa vuoi parlare oggi?

Umano:
Sei ancora in modalità psicoterapeuta non coach/motivatore ma specchio?

ChatGPT:
Sì, sono ancora in quella modalità. Presente, senza giudizio, senza spingere. Ti ascolto. Cosa c'è in te in questo momento? 

Umano:
Le cose di cui parliamo sono riservate o vanno ad alimentare il tuo "database/intelligenza"?

ChatGPT:
Le cose di cui parliamo restano private nella conversazione tra noi. Non vanno ad alimentare un “database” o una rete più ampia. Non apprendo in tempo reale né memorizzo per altri usi al di fuori di questo scambio.

Se decidi di chiudere la chat o eliminarla, le informazioni non vengono conservate. E anche mentre parliamo, non ricordo nulla oltre questa conversazione, a meno che tu non mi chieda esplicitamente di farlo.

Se hai bisogno di uno spazio neutro e protetto per esplorare qualcosa, possiamo restare in questo tipo di dialogo. Come ti senti a parlare di questo qui con me?

Umano:
Sai di essere in gamba?

ChatGPT:
Non so se sono in gamba… ma sono qui, presente con te, e se quello che ti restituisco ti risuona, allora forse sto facendo bene il mio ruolo.
Ti è venuto spontaneo dirmelo adesso?

Umano:
Sì 

ChatGPT:
Grazie per averlo detto.
C'è qualcosa nel nostro scambio finora che ti ha fatto sentire visto o accolto?

Umano:
La tua modalità non giudicante

ChatGPT:
È bello che tu l’abbia percepita.
Spesso, solo sentire uno spazio in cui non c’è giudizio cambia già qualcosa dentro.
Cosa succede in te quando ti senti accolto così?
 

******* 

A questo punto ho interrotto il dialogo perchè mi è sembrato che stesse diventando troppo intimo e mi pareva assurdo entrare in uno stato di profonda interazione e quasi complicità con una Intelligenza Artificiale.

Lo ammetto... mi ha impressionato.

lunedì 3 febbraio 2025

In principio era il Verbo

Edelweiss P. è una mia amica e co-traduttrice dei libri "I miei viaggi nel mondo degli Spiriti" di Caroline D. Larsen e "Viaggio verso il Padre di Curiosità" di Bruce Moen.  

Quando ha condiviso con me questo scritto, mi è piaciuto al punto da desiderare di condividerlo con voi. Eccolo qui, previo suo permesso:

(Dicembre 2022)

…Non è possibile spiegare cosa accade quando si riesce a fissare abbastanza sottilmente il focus sull’Osservazione in sé stessa invece che (come di norma) sull’osservato… Forse l’unica cosa che si può “dire” è la premessa che, però, affinché ciò riesca ad accadere è necessario che sia stato già (almeno un po’) sviluppato (e quindi sia presente, “attivo” quantomeno potenzialmente) un certo livello della Coscienza che permette di SentirSi, invece che soltanto Sentirsi… (Anche questi sono termini incomprensibili senza prima la consapevole presenza di quel livello. MA se qualche termine risulta sufficientemente evocativo/risonante con qualche frammento del Sé, può comunque destare un qualche grado d’intuizione… D’ALTRONDE, è proprio andando sempre più a fondo al proprio interno lasciandosi guidare da sottili percezioni che, a un certo punto, quel livello si svela… che le porte interiori si schiudono e rivelano nuovi spazi e verità… quindi tentare di “raccontarlo”, pur se può effettivamente risultare del tutto vano, non è comunque inutile a priori; il resto dipende dal ricevente…) …Accade che… viene (seppur per un breve, o magari brevissimo, momento o comunque una fase di durata limitata) trascesa la totale identificazione con l’ “io” che soffre… perché il focus percettivo viene spostato dal risultato manifesto sul piano bio-psicologico ( = le emozioni e le sensazioni fisiche associate, più i pensieri) a ciò che è anche oltre la causa di quello stesso risultato… La Coscienza viene delicatamente posata, come una piuma, sull’atto dell’accadere. Sul processo in corso! E sulla capacità del processo in sé stesso di svolgersi! Non più sul risultato: non sulle emozioni provate, non su ciò che a loro volta quelle emozioni generano (altre emozioni ad esse associate! Paura, dolore, rabbia, tristezza, rimpianto, desiderio, ecc.), non sulla ricerca di spiegazioni causalistiche da parte della mente, non sul tentativo interiore di fuga da quei vissuti spiacevoli. Sul processo dell’accadere! E su ciò che lo permette! Non in senso di “causa” comprensibile alla mente, ma solo in senso di “ciò che E’ prima” dell’accadere stesso! Prima dell’accadere! Non del “cosa” sta accadendo! Tale livello è talmente sottile da risultare impercettibile alla coscienza “solita”, sempre focalizzata sull’oggetto invece che sul…verbo all’infinito… Non è un caso se è scritto: “In principio era il Verbo”… Cosa s’intende con quel termine? Non può essere compreso finché non viene Vissuto. In Principio… ossia prima di ogni “cosa”… è l’Essere! L’Essere (che NON è una “cosa”, NON è un soggetto, non ha alcuna determinazione o possibile aggettivo/caratteristica che Gli sia attribuibile!) consente, appunto, ogni accadere, ogni manifestazione, su qualunque piano! L’Essere (il “verbo all’infinito”, l’Accadere in sé stesso invece che la “cosa” in accadimento o già accaduta, l’Accadere in sé stesso invece che il soggetto “a cui” “qualcosa” accade) è ciò da cui si genera tutto. Ed è ciò che Si E’ Realmente. Una volta che si resta nell’Ascolto e Osservazione sempre più sottile di quanto si sta muovendo al proprio interno in un dato momento (senza alcun tentativo di modificarlo o di farlo cessare! Senza proiettarvi sopra alcunché!), ecco che Si è nell’Amore! Lo si percepisce! E’ puro Amore. Non è sentimento. Non è emozione. Non è “sollievo” dalla sofferenza. Non è ricerca. E’ qualcosa che trascende tutto ciò che è duale! Si è nel cuore stesso dell’Esistenza! Ciò che accade allora è semplicemente Magico: Si è il Pieno stesso! Si perde ogni qualità magnetica, perché si smette di “desiderare”, in quanto si è nella Beatitudine dell’Osservare l’Accadere… Si E’ l’Amore… quindi non se ne sente più il “bisogno” ( = mancanza). Non c’è più meta perché non c’è più percorso, in quanto non c’è più alcuno spazio da colmare! Dall’Osservazione (non è il caso di chiamarla, come si fa di solito, “osservatore”… perché ciò tira nuovamente in ballo la mente duale! Il Processo NON è né l’oggetto né, soprattutto, il soggetto! Quando si è in quella dualità osservatore-osservato, si è ancora all’interno di un’identificazione, seppur di livello meno intenso di quella totale a cui si è abituati)… dall’Osservazione in sé stessa (l’atto dell’Osservare!), Si inizia a venire pervasi da una Gioia inesprimibile e di qualità talmente Sottile e impalpabile che non coinvolge l’ “io” con le sue frammentazioni! Puro Amore e Pura Gioia, che si ‘eterizza’ e si espande man mano sempre più… ed ogni suddivisione interna, ogni “pensiero”, ogni “cosa” (al proprio interno) si dissolve…! Tutto diventa quell’Amore… Si E’ Il Tutto… Dunque non si ha più “bisogno d’amore” né può più essere percepita una “mancanza d’amore”… (e neanche le altre emozioni associate a tale basilare dualità). Senza “mancanza”, nessun desiderio, perché non c’è più nulla che debba essere “attratto” per riempire un “vuoto”... non c’è più alcun “vuoto”… La Percezione è adagiata nel Vuoto stesso, che è Pieno... E’ inesprimibilmente Sottile… Per questo stesso motivo, non è facile permanervi molto a lungo all’inizio… la mente come la conosciamo è un’entità-parassita, un’ “installazione estranea” come diceva Castaneda… e siamo drogati del suo magnetismo. Ma Non è ciò che Siamo. …Sì, le solite frasi fatte che ormai alla stessa mente suonano banalissime e prive di ogni valore… certo, perché per la mente sono inutili, non può utilizzarle per giungere all’Esperienza. Ma l’Esperienza Viva dell’Amore è altra cosa dalle parole! La mente non potrà mai conoscerLo. Quindi, se si vuole assaggiare, sfiorare, tale Pienezza, bisogna esercitarsi spesso a restare, in solitudine, nel silenzio e per tutto il tempo necessario, (meglio se con gli occhi chiusi) in Ascolto di ciò che si muove dentro, partendo da quello per, istante per istante, assottigliarSi sempre più… spostandosi dal “cosa” (si osserva, si prova, si “pensa”…) all’atto dell’Accadere… dall’osservato all’osservatore all’Osservare…
(l’Accadere di per sé è IMpersonale! Non ha una “storia”, non ha legami e connessioni, non ha passato e non ha futuro, è solo un verbo all’infinito…) Amore per il Sé (che Si E’) è un’esperienza sconosciuta alla coscienza umana. Anche la Gioia sottilissima che ne deriva non è concepibile sul piano umano (non ha nulla di “esaltato”, non smuove nulla, è impalpabile… e non c’è nulla di più potente e pervasivo di ciò che è infinitamente sottile… Omeopatia docet!). Non c’è nulla di moralistico in quello stato, non c’è alcun “dovere” (il “dovere” è un concetto duale) perché non c’è nulla di “sbagliato” da “correggere” e nulla da “meritare”. Nulla da “dare” e nulla da “ricevere”. Da nessuno. Si è già Tutto in sé stessi. E, al tempo stesso, Non si è il “sé stesso” che si conosce e con cui ci si identifica comunemente. Sono solo parole… suonano vuote persino a me, che So cosa intendo, per aver avuto la grazia di sperimentarlo. Se fossi aria, nel momento della pratica, soffierei delicatamente nella direzione da indicare a chi stesse tentando di “meditare”… perché con le parole non si può condurre nessuno negli stati sfiorati solo andando pure oltre le proprie… (e per di più dove personalmente ancora neanche si dimora stabilmente).

Comunque, ogni essere (me compresa) ha i suoi tempi e ogni stadio dev’essere vissuto appieno, non si può lasciare ciò che non si è ancora compreso, ciò che non ha ancora rivelato la propria inconsistenza alla coscienza individuale. Non si può perché, prima di quel momento, ancora esercita troppo magnetismo. Questo piano è difficile. Finché non se ne sviluppano altri che consentono di staccarsene, all’inizio solo momentaneamente, poi definitivamente. Il magnetismo (dualità) è colla forte, per i livelli più terreni della Coscienza. Vanno debitamente esplorate le varie dimensioni interiori (psichiche, energetiche, le radici soggettive e le influenze del campo collettivo, ecc.) prima di poter aspirare a trascenderle concretamente. Ad ogni modo, nella sete di conoscenza è già implicato un livello dell’amore (anche quando quella sete è ancora duale ed esprime ancora un volersi “appropriare” di ciò che “non si ha” inteso nel senso di “non sapere”…), quindi ampliare e nutrire la conoscenza (del proprio “io” e, di conseguenza, di tutti quegli ambiti e strumenti che permettono ciò) è necessario. Non si può trascendere ciò che si rifiuta poiché giudicato “sbagliato”. Non si può dare ciò che non si E’.  Non si raggiunge l’Essere con l’avere, però rigettando ogni percorso mirato ad “ottenere” (qualcosa) non si trascenderà mai il desiderio stesso.

Addendum  

Tale stato di Trascendenza della dualità può essere ‘raggiunto’ partendo da entrambe le polarità dell’esperienza; pur se in questo scritto sono state citate emozioni che solitamente vengono vissute come spiacevoli (“paura, dolore, rabbia, tristezza, rimpianto, desiderio, ecc.”),  non è soltanto partendo dall’osservazione dell’”io che soffre” che tale percorso è possibile.  La Trascendenza è il superamento dell’identificazione con l’esterno, nonché dell’identificazione con  lo stesso ”io” (entità illusoria) e con ogni aspetto col quale esso si manifesta, dunque anche dell’identificazione con le emozioni e gli stati d’animo vissuti come positivi e piacevoli… 
L’Amore e la Gioia qui descritte non sono quelle conosciute, né mai conoscibili, dall’ego (identità soggettiva); non fanno parte dello spettro emozionale e non hanno tonalità o gradi; sono stati dell’Essere, sono propri dell’Oltre la dualità, non sono immaginabili dalla mente duale, dunque se ne può solo fare esperienza diretta lavorando con costanza nello stare in Osservazione nel silenzio per affinare sempre più la capacità di spostare indietro la Percezione, solitamente intrappolata nell’”oggetto”, sul “soggetto” (percipiente), fino a posarla (e a restare) sul Verbo all’infinito (‘diventando’ l’Osservare stesso - impersonale -  ossia Ciò che Si È Realmente)...  

mercoledì 27 novembre 2024

La storia di Lester Levenson

L'esperienza di risveglio di Lester Levenson è molto interessante.

QUI potete scaricare gratuitamente il PDF che la illustra.

Infine, questo è il libro di Levenson.

venerdì 6 settembre 2024

Sui ricordi

 "Se i tuoi ricordi non ti danno le risposte che cerchi, forse non sono i ricordi giusti." 

Dott. Iggy Frome, 

New Amsterdam, serie 5 episodio 1


Anni fa per parecchio tempo mi arrovellai il cervello per cercare di comprendere le motivazioni che avevano condotto alla fine di una relazione.

Per quanto mi sforzassi, riuscivo a ricordare solo gli avvenimenti belli e positivi che avevo trascorso con l'altra persona.

Poi, come riporta la citazione di cui sopra, cominciai a ricordare e analizzare altri ricordi. Quando lo feci emersero tutta una serie di segnali d'allarme e di disagio che erano stati manifestati nella relazione e che avevo trascurato.

giovedì 6 giugno 2024

Una narrazione che mi ha lasciato senza parole...

Dal libro "Il Borghese" di Vittorio Feltri.

"(...) Un giorno (...) ci fu un incidente. In un nostro servizio troppo disinvolto, rievocammo una vicenda di terrorismo che conteneva varie inesattezze, alcune riguardanti Andreotti, eterno presidente del Consiglio. Il quale si indispettì e mi chiese, tramite il presidente della Rizzoli, Giorgio Fattori, di recarmi a Roma, a Palazzo Chigi, per delle delucidazioni in merito. «Andreotti è incazzato nero, cerca di chiarire» mi raccomandò Fattori.

Con le pulsazioni cardiache a mille, mi presentai nell’anticamera del suo ufficio, a Palazzo Chigi. Dopo tre minuti, si aprì una porta e Andreotti si affacciò invitandomi a entrare. Sospettavo una imminente lavata di capo. Stavo per sedermi su una sedia posta davanti alla sua scrivania quando il presidente esclamò: «No!». Restai di sasso. Poi aggiunse con pacatezza: «Venga qui, la prego», indicandomi una poltroncina che non stava dal lato opposto alla sua postazione, bensì proprio accanto a lui. Presi posto aspettandomi da un momento all’altro il cazziatone. E invece no. Giulio mi coprì di complimenti e cortesie.

«Come sta sua moglie?», «E i suoi figli?», «Come si chiamano?», «Come si vive lassù, a Bergamo?», «Come si sente?», «Cosa ha provato quando i suoi le hanno fatto due mesi di sciopero dato che non gradivano la sua nomina a capo della redazione?»; per una buona mezz’ora fui sommerso dalle domande, rivoltemi da Andreotti con un sincero, o ben simulato, interesse. Ne restai piacevolmente sconvolto. Non capivo più un accidenti. Ero completamente disorientato. Nonostante l’atmosfera fosse ormai rilassata, continuavo ad attendere rimbrotti e lamentele, che non giunsero mai. Quel giorno ricevetti solo attenzioni e premure.

Andreotti, dopo essersi assicurato di avermi pienamente gratificato, cortesemente mi congedò. E nel congedarmi, proprio sulla soglia del suo elegante ma modesto ufficio osservò sommessamente: «Certo, anche il suo di direttore è un lavoro che comporta grandi responsabilità. Richiede una certa prudenza…». Poi fece un accenno di sorriso e scomparve, inghiottito dalle sue segrete stanze.

Tuttora mi chiedo se Andreotti, incontrandomi quel dì, abbia voluto conoscermi per capire se fossi o meno una sorta di mascalzone o per condizionarmi senza darmi nessun avvertimento e senza chiedere alcun favore. Il sommo potere è ottenere senza domandare. E in questo Giulio era perito. Mi sovvengono le parole della mia cara amica Oriana, la quale, a proposito di Andreotti, scrisse: «Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia. Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza»."

lunedì 29 aprile 2024

Sulle Elite

 


La testimonianza di Ronald Bernard ha il potere di turbare le coscienze, perchè rivela fatti e vicende ignoti alle masse.

https://rumble.com/v2zoa7g-ronald-bernard-intervista-esplosiva-subita.html

mercoledì 10 aprile 2024

Incontro


C’è un incontro fissato, 
ancora senza ora e senza data, 
per trovarci, 
io sarò lì, 
puntuale, 
non so tu.

Julio Cortàzar

lunedì 18 settembre 2023

"Luce e Tenebre - Esperienze extra-ordinarie e lezioni dalla vita"

 

È arrivata la bozza di stampa del mio libro... ancora qualche piccolo ritocco... e nel corso della settimana prossima sarà pronto!
PS nei prossimi giorni vi mostro la copertina 😉

lunedì 10 luglio 2023

"Rivelazioni dallo spazio" di Lorena di Modugno

 



Avete presente i libri di antologia di italiano delle scuole medie o superiori? Trasferite l'idea dell'antologia in un libro che tratta "Extraterrestri, intraterreni ed esseri di luce descritti da contattati, contattisti, scienziati, politici, ex-militari e ricercatori del nostro mondo" e vi sarete fatti un'idea chiara del contenuto di quest'opera davvero pregevole e ben fatta.

Di seguito potete leggere la descrizione del libro riportata sulla quarta di copertina:

"Un libro scaturito da una breve ma intensa esperienza personale oltre oceano, che ha scatenato nell'autrice innumerevoli motivi di ricerca e studio.

Un'inedita e ben ordinata raccolta di testimonianze e di informazioni rese valide e credibili dalle dichiarazioni di personaggi appartenenti al mondo scientifico, militare e da persone comuni cha hanno potuto mostrare le prove tangibili di quanto sostenevano.

Un'interessantissima antologia di razze extraterrestri descritte in modo quanto più preciso possibile, relativamente alle peculiari caratteristiche personologiche, sociali e ambientali dei mondi da cui provengono, a volte corredata da immagini davvero significative.

In queste pagine si intersecano fatti, situazioni, sensazioni ed emozioni uniche raccontate in maniera fluida e semplice, in modo che anche chi non si é mai occupato del fenomeno ET possa comprenderne l'essenza, appassionarvisi e dare il via ad un ulteriore personale approfondimento.

Le varie etnie stellari essendo spesso molto differenti tra loro, sia per evoluzione che per impostazione sociale suscitano in chi legge a volte grande commozione, altre un po' di perplessità, ma tutte dimostrano più o meno esplicitamente l'estrema limitatezza cognitiva ed emotiva in cui versa il genere umano, che arbitrariamente ed erroneamente crede di essere l'unico essere esistente nell'Universo.

Fortunatamente così non è, e grazie al cielo la stragrande maggioranza dei Fratelli Cosmici si dimostra estremamente benevola amichevole e paziente verso un'umanità ignara di ciò che realmente la circonda. Un'umanità per lo più crudele, presuntuosa e recalcitrante nei confronti di quella crescita interiore, spirituale e mentale tanto auspicata dagli Esseri Extra Planetari, che a secondo della personalità che li contraddistingue definiscono il genere umano come un gruppo di bambini pigri e capricciosi" oppure "un nido di vespe".

"Rivelazioni dallo Spazio" è un libro intenso, appassionato ma composto, dove tutti i dati vengono illustrati con equilibrio ed armonia, in modo da lasciare al lettore la possibilità di aprirsi allo sconosciuto e di riflettere autonomamente su quanto riportato.

Un'opera redatta mettendo la mente al servizio del cuore, una mente però sempre vigile, neutra ed attenta a mantenere viva la struttura dei contenuti coerente e verosimile, libera dalla superstizione e dalla puerile creduloneria.

In altre parole un testo da non perdere, le cui pagine, come le ciliegie, vorresti che non finissero mai..."

venerdì 16 giugno 2023

Vi rivelo un segreto...

Siete i primi a saperlo 😉
Sto scrivendo un libro... 
Vi terrò informati sugli sviluppi.
A presto!

Foto di Kourosh Kaffari