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mercoledì 18 febbraio 2026

Il caso Malanga - Iene: riflessioni oltre la polemica

 

Premessa: non conosco personalmente Corrado Malanga e non ho mai interagito con lui.

Negli ultimi giorni ha fatto discutere il servizio de Le Iene dedicato a Corrado Malanga, figura nota nel panorama della ricerca sugli alieni.
Ho aspettato un po’ prima di dire la mia, prendendomi il tempo di riascoltare con attenzione il video dell’”intervista” delle Iene, reperibile sia sul sito di Mediaset Infinity  (clicca QUI) sia la risposta di Malanga su YouTube (clicca QUI). Dopo qualche riflessione, sento di voler condividere alcune considerazioni personali sulla vicenda.

Un attacco strumentale?

A mio avviso, è molto probabile che il video delle Iene, come anche l’episodio legato a “La Zanzara” (clicca QUI) e quello di Rai Tre del 21 Novembre 2025 (clicca QUI), rientrino in un attacco orchestrato e strumentale che mira a screditare sia l’uomo sia le sue ricerche.

Trovo difficile credere che sia un caso la quasi contemporanea diffusione di questi contenuti critici su tre canali così importanti e seguiti dal pubblico.

Per anni Malanga ha parlato apertamente di alieni, di coscienza, di interferenze, senza che nessuno gli muovesse accuse secondo queste modalità pubbliche. Ora che sta lavorando a progetti complessi – come quello della “piramide di Chefren” e, a giugno 2025, con la pubblicazione del libro “Fenomeni Beata Vergine Maria. Contatti alieni e apparizioni mariane a confronto con l'IA”, ha esaminato le apparizioni mariane concludendo che si tratterebbero di manifestazioni aliene, attaccando di fatto la fede di più di un miliardo di cattolici nel mondo – improvvisamente esplode il “caso”.

Inoltre, secondo quanto riferisce Mazzucco nel video di risposta di Malanga sopra citato, la legge 4 del 2013 consente l’esercizio di attività come quella dell’ipnologo come libera professione intellettuale. In questa cornice, l’ipnosi a fini non terapeutici che Malanga ha dichiarato di aver praticato in passato  (ai fini di crescita personale, coaching, spiritualità) rientra nelle prestazioni ammesse come libera professione e non richiede né diploma specifico né iscrizione a un albo professionale, purché non si facciano diagnosi mediche né si prescrivano terapie. Pertanto, le accuse delle Iene a Malanga sul semplice fatto di aver usato l’ipnosi in ambito non medico appaiono quantomeno discutibili sul piano giuridico e, per molti versi, inopportune.​

La modalità del servizio televisivo delle Iene è, ancora una volta, la solita: provocatoria, tagliata ad arte, accusatoria, più interessata al sensazionalismo che alla sostanza. Nulla di nuovo. Ma ciò che mi fa riflettere è che solo oggi molti gridino allo scandalo per il modo in cui Le Iene hanno trattato Malanga, quando in passato tutti, me compreso, siamo rimasti in silenzio mentre altre persone venivano messe alla gogna mediatica. Forse ci indigniamo solo quando le Iene toccano qualcuno che conosciamo e che dai suoi estimatori è sommamente considerato?

Il merito di un lavoro pionieristico

Vale la pena ricordare che a Malanga dobbiamo molto. È stato tra i primi in Italia a portare avanti con rigore e sistematicità lo studio del fenomeno alieno, costruendo modelli interpretativi originali e aprendo un dibattito pubblico che nessun altro aveva osato affrontare con tale profondità.​
Questa dedizione, spesso offerta a titolo gratuito e sostenuta soorattutto dalla sua determinazione, merita riconoscenza, quale che sia il giudizio sul suo metodo.

A questo proposito, gli alieni esistono? Oltre a ciò che per anni ha insegnato Malanga, esistono testimonianze di prima mano di persone che godono della mia stima che affermano di aver visto esseri non umani in stato di veglia, alla luce del giorno, in contesti ordinari e non alterati. Nel 2026 verranno pubblicate le loro esperienze al riguardo, affinchè ognuno possa farsi la propria idea.

Gli elementi inquietanti del caso

Ci sono però aspetti del materiale emerso che lasciano perplessi.​
Quando Malanga dice al marito della donna coinvolta che “non vi siete innamorati per caso, ma è stato l’alieno in lei a condizionarvi per generare figli utili a lui”, non posso che rabbrividire. È un tipo di affermazione che, in qualsiasi contesto, suona più da setta che da ricerca scientifica.​ 

Ancora più delicato è l’aspetto che riguarda i figli: il dodicenne che afferma “ho integrato anima e spirito”, o il quattordicenne che racconta di aver colpito una presenza con “un raggio verde” sono immagini che inquietano. Non tanto per il contenuto simbolico, ma perché sembrano testimoniare la presenza di una forte influenza di credenze adulte su menti ancora in formazione.

A ciò si aggiungono gli oltre 200 messaggi scambiati tra Malanga e la madre, indice di un rapporto continuativo e intenso, non di un semplice incontro occasionale.​
Tutto questo lascia aperte domande – legittime, e che spetterà alle debite autorità chiarire – sui limiti etici e psicologici di certe influenze ed eventuali pratiche.

Il rischio della deriva psicologica

Alcune uscite di Malanga, come la celebre frase “quando la Meloni sgrana gli occhi è l’alieno dentro di lei”, contribuiscono purtroppo a farlo apparire, agli occhi del pubblico generalista, come una figura poco credibile o eccessiva nelle sue affermazioni.
Comprendo perch
é gran parte dell’opinione pubblica reagisca con scetticismo e ironia, anche se non condivido assolutamente il modo superficiale e sbrigativo con cui certa informazione tende a etichettare e ridicolizzare questo tipo di situazioni. Ma su questo aspetto, credo che l’unica che abbia titolo a rispondere sia solo ed esclusivamente la diretta interessata ossia Giorgia Meloni.

Considerazioni finali

In conclusione, credo che questa vicenda rappresenti un punto di svolta.
Da un lato, Malanga rimane una figura centrale nella ricerca alternativa sugli alieni e nelle riflessioni sulla coscienza. Dall’altro, certi episodi, in particolare l’eventuale interazione di Malanga con i minori tramite insegnamenti offerti, ipnosi o meditazioni che lo coinvolgono direttamente, se confermata, sembrano essere difficili da giustificare e danno l’impressione di un eccesso di zelo o di un confine oltrepassato.

Resta una grande amarezza: la sensazione che tutto questo abbia contribuito a distruggere una famiglia e a gettare discredito su un campo di ricerca che avrebbe bisogno di tutto tranne che di spettacolarizzazione.​
E forse, al di là di ogni giudizio, questa è la vera tragedia di tutta la vicenda.

sabato 14 gennaio 2023

"6 giorni sulla terra" film sulle Abduction

NB Chi scrive NON è un fan di Corrado Malanga e non condivide alcune delle sue conclusioni, tuttavia la sua opera NON può essere ignorata; inoltre egli merita rispetto perchè si è sempre esposto in prima persona e "ci ha messo la faccia". E' importante farsi una propria idea al riguardo.

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Questo è un film, per alcuni versi davvero scioccante, ispirato all'opera di Corrado Malanga sulle Abduction.

Ecco il trailer:


Chi lo desidera può cercare il film intero su YouTube. NB Non è un film per i timorosi.

In questa intervista Malanga spiega la sua relazione con il film:


Infine si segnala l'uscita della nuova edizione riveduta e corretta del libro "Alieni o Demoni" di Malanga.

mercoledì 11 gennaio 2023

La testimonianza di B. L. sulle Abduction

 

Foto di B.L.

Premessa
Ognuno di noi nasce con una direzione predefinita dal karma (il rapporto di causa ed effetto che si manifesta nel tempo), che a mio parere si esplica nelle ferite che viviamo fin dal momento in cui veniamo concepiti. Le esperienze che la mamma vive durante la gestazione, i primi grandi e piccoli traumi dei primi anni di vita, che memorizziamo nell’emisfero cerebrale destro, ci accompagnano per tutta la vita come ferite karmiche. E inconsapevolmente il cervello destro continuerà a riproporci dolore ogni volta che qualcosa risuonerà in assonanza con quella prima antichissima esperienza intrauterina. Se a questa prima ferita aggiungiamo le ferite che la vita infligge dai 2 ai 12 anni, possiamo ricostruire a posteriori il motore della vita di ognuno. Perché la direzione di vita si esplica attraverso queste ferite che tracciano indelebilmente la nostra strada. Solo che non ne sapremo dare interpretazione logica perché l’emisfero sinistro, quello che è in grado di giustificare (rendere giusto il percepito dalla controparte destra) si sviluppa pienamente intorno agli 11/12 anni di età.

Le lezioni profonde da imparare derivano in grande parte dalle ferite che ci accompagnano fin dalla nostra discesa sulla terra; la missione da compiere deriva invece dalla capacità di comprendere il significato e la ricchezza che le lezioni ci hanno donato.

Guardare verso una direzione esclude le altre direzioni e l’evoluzione della nostra vita deriva dal modo in cui noi guardiamo e da ciò che guardiamo, perché l’energia si indirizza verso l’oggetto della nostra attenzione.

Sono fermamente convinta che ogni evento della nostra vita, per quanto sgradevole e oneroso, ci porti a comprendere il nostro compito di vita e se un evento non è di nostro gradimento è un evento che nasconde una comprensione da acquisire, un’opportunità di evoluzione da afferrare.

Nella mia esperienza, la liberazione dai parassiti energetici è avvenuta solo quando sono riuscita ad incarnare, percepire nel corpo e nello Spirito la totale Unità, priva di giudizio e separazione.

Prima di tutto al mio interno: Unità con il mio Maestro interiore (il Padre) attraverso la capacità di accogliere la mia esperienza con maturità e accettazione, senza desiderio di cambiarla. L’esperienza coi parassiti energetici ma prima ancora quella che derivava dalle ferite inferte dai genitori.

Poi è stata fondamentale l’accoglienza e il riconoscimento del proprio valore, della propria Verità, la propria divinità troppo spesso ubicata all’esterno in un’entità che diventa essa stessa parassita.

“Io sono la via, la verità, la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” Gv14.

Infine la liberazione dai parassiti energetici non è potuta avvenire se non attraverso l’apertura del cuore. Se siamo feriti temiamo che qualcosa di doloroso vissuto nel passato possa tornare a farci male, quindi viviamo in difesa, guardinghi, timorosi che il dolore possa ritornare. Viviamo col cuore chiuso.

L’esperienza coi parassiti è estremamente dolorosa perché si aggancia e vibra in assonanza con le ferite del passato. Eppure io penso che venga proprio ad insegnarci a stare nell’Amore incondizionato, senza paura.

Solo attraverso l’accettazione dell’esperienza con gli alieni, solo attraverso il superamento del giudizio emesso dalla mente che ha bisogno di definire bene o male, accettabile o inaccettabile, equilibrato o psichiatrico, riusciamo ad arrivare all’apertura del cuore. Solo nel cuore della Madre divina che risiede in me posso accogliere tutto, amare tutto, benedire tutto. Gli alieni mantengono attive le barriere che mi separano dalla Madre divina che mi abita, fanno il gioco di tenermi nella paura affinchè io tenga alzati i muri e non permetta all’Amore di distruggere tutti quei muri, di aprire il portone del cuore e di vedere la Verità.

Allora amare queste bestiacce diventa l’ultimo gradino verso la libertà. “A voi che ascoltate io dico: amate i vostri nemici” Lc6,27.

I parassiti sono la nostra parte di ombra più ombrosa e finchè non accettiamo che la divisione che percepiamo all’esterno, tra noi e i brutti parassiti che ci sfruttano, è insita in noi e che dentro di noi abitano le entità peggiori alle quali abbiamo aperto le porte per assonanza, non possiamo a mio parere liberarcene. Finchè il bambino interiore vuole essere riconosciuto, urla, piange per essere visto gli alieni risponderanno alle sue richieste, offrendo esperienze di visibilità e riconoscimento secondo il livello vibratorio e di consapevolezza che il bambino interiore è in grado di esprimere.

Quando impariamo a riconoscere, accogliere, prenderci cura, valorizzare i bisogni del bambino interiore, quando lo vediamo, lo ascoltiamo, gli diamo valore, quando riusciamo ad accudirlo senza giudicarlo, quando comprendiamo che siamo semplicemente governati dalla paura di soffrire nuovamente, quando vediamo il riflesso che la realtà esteriore ci rimanda, allora siamo pronti per essere liberi. Definitivamente.

Perché una volta che ci si è liberati, una volta che le ferite sono rimarginate, una volta che si è tornati al Padre nessuno può più trattenerci. Mai. Né umano, né alieno.

“Non mi toccare perché non sono ancora tornato al Padre” Gv20.

L’esperienza
Fatico estremamente a ricollocarmi nei ricordi di ciò che è avvenuto circa dieci anni fa, del modo in cui mi sono resa conto di essere parassitata e di come ne sono uscita.

Sono fermamente convinta che una volta che il fenomeno si è concluso, davvero non esista più, nemmeno nei ricordi. Come se la mente e la consapevolezza si spostassero su una nuova linea spazio temporale che non prevede la presenza di entità parassite, mai.

Quindi i ricordi restano sfumati, come se fossero le memorie di una vita precedente o come se fossero le memorie di un sogno. Riaprire i ricordi, rileggere gli appunti, rispolverare il dolore per me rappresenta la lettura di appunti che potrebbero anche essere scritti da altri.

Quindi le informazioni che seguono sono a tratti vaghe, a tratti lontane, proprio per non riportarmi su una linea spazio temporale che ha rilasciato i suoi insegnamenti ma che ora è inutile, almeno per me. Sto scrivendo solo per amore di chi potrà leggere e beneficiarne.

Il periodo in cui ho preso atto dell’esperienza drammatica che stavo vivendo è coinciso con un importante percorso di psicoterapia. Mi sono permessa di vedere e capire solo quando sono stata sicura che la mia mente e il mio equilibrio sarebbero stati sostenuti dall’esterno, da un professionista serio e competente.

La terapia utilizzava varie tecniche ma la più potente per me è stata EMDR, un processo volto ad aprire nuovi percorsi neuronali per muovere i pensieri fuori dalle esperienze dolorose e traumatiche e aprire nuovi solchi, nuove strade entro cui muovere pensieri ed energie.

Dapprima è stato spaventoso perché era come vedersi dall’esterno e osservare da fuori o dall’alto quello che avveniva nel mio campo energetico. Vedevo le entità, si palesavano a me e ai miei familiari con luci e si manifestavano chiaramente, esplicitando in modo chiaro il motivo della possessione.

Nel comprendere la mia potenza energetica, le origini e la logica di questa esperienza ho iniziato ad accettare l’ineluttabilità karmica di questo evento.

Ho avuto un periodo nel quale i parassiti si sono ribellati al mio allontanamento e tutto intorno a me si è rotto: sto parlando della materia.

Tubi rotti, automobili rotte, caldaie, incidenti domestici…

Poi ho iniziato ad utilizzare il TCTDF e allora la battaglia si è fatta più potente. Intuivo di essere molto importante per loro, non si può lasciar scappare una giumenta di razza solo perché ha piacere di essere libera!

Le notti si facevano sempre più affollate e l’angoscia al risveglio era sempre più pesante col ricordo vivido di astronavi, rapimenti, militari, laboratori sotterranei.

Mi faceva infuriare prendere atto che insieme ai parassiti collaboravano gli eserciti, soprattutto americano e israeliano.

Mi accorgevo che ogni volta che facevo un lavoro energetico in natura o che con amici prendevo contatto con le energie del luogo in cui mi trovavo, sorvolava il mio spazio un elicottero o un piccolo aereo da diporto, come se fossi controllata anche nella vita fisica. Talvolta intorno a me si palesavano persone con occhiali scuri che mi seguivano: iniziavo a dare i numeri e a leggere con ossessione la realtà oppure davvero ero controllata anche nella vita fisica?

Accadde un episodio che mi turbò molto nel quale mi venne mandata una persona, nel luogo in cui lavoravo, affinchè non ci fossero equivoci ed io intendessi chiaramente che ero sotto controllo e che non avevo la libertà di muovermi a mio piacimento. Compresi che gli interessi in gioco non erano solo alieni, ma che c’era un coinvolgimento di “casate” molto potenti della finanza.

Dopo questo episodio iniziai a correlare i loro arrivi con “il sogno dell’automobile”.

Quando nei sogni perdevo il controllo del mio mezzo significava che avevo perso il controllo del mio corpo. Mi dissi che avrei dovuto riuscire a guidare in autonomia il mio mezzo e che non avrei più dovuto avere incidenti: sognavo di andare all’indietro, che si sganciava il freno a mano, che non riuscivo più a frenare, che il mezzo procedeva senza autista….

Andavo a dormire con la ferma intenzione di non perdere il controllo dell’auto.

E una notte accadde. Il TCTDF, l’EMDR e la mia volontà mi portarono a sapere che avevo ripreso il controllo del mio corpo.

Per un po’ di tempo ancora tentarono di riprendermi ma io ero ferma e decisa a non farmi più agganciare. Sul piano fisico vidi riaprirsi ferite importanti e le stesse persone che mi avevano guidato nel conoscere Malanga e la sua pratica divennero per me fonte di grandissimo dolore. La mia ferita da rifiuto si riattivò ma ebbi la forza di non cedere, soprattutto vigilando nei sogni per non perdere il controllo del mio mezzo.

Andai a Medjugorie, e nel mese successivo di vacanza ebbi una carezza sul capo che non mi lasciava mai. Per un mese fui accompagnata, giorno e notte, da una presenza amorevole che continuamente si prendeva cura di me.

Non ebbi mai più intrusioni. Talvolta si riaffaccia la paura che è un’alleata in termini di vigilanza ma dalla quale non voglio farmi catturare perché se c’è paura non c’è Amore.
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venerdì 14 maggio 2021

CORRADO MALANGA: PRENDERNE COSCIENZA (Vol.1 + Vol.2)

Guardate questo video e fatevi una vostra idea al riguardo.


NB Il video postato ieri è stato rimosso e sostituito da quello di cui sopra, in quanto il precedente durava solo 49 minuti mentre adesso è disponibile l'intera presentazione.