Anni fa conoscevo un truffatore, di cui ho parlato nel mio libro Luce e Tenebre. Aveva amicizie, diciamo, originali: borseggiatori, ladri d’appartamento, il tipo di gente che non ti invita a cena ma sa esattamente a che ora esci di casa. Una volta mi regalò due perle di saggezza, ricevute a sua volta da veri “specialisti del settore”. Formazione continua, a modo loro. Ora le passo a voi, a titolo puramente informativo.
Insegnamento n° 1
«Sui mezzi pubblici, il portafoglio va nella tasca anteriore dei pantaloni. Mai dietro: dietro è un invito a nozze.»
Consiglio che arriva dritto dalla fonte, quindi niente da eccepire. Io mi domando se forse una tasca interna della giacca non sia ancora meglio.
Insegnamento n° 2
«Dove si nascondono i piccoli oggetti di valore quando si esce di casa? Un ladro esperto, se ha tempo, li trova comunque. Ma se ha fretta o viene disturbato, non smonterà tutte le prese di corrente della casa. Quindi, nel buco delle prese.»
Qui la teoria è affascinante: il ladro, a metà di uno scasso, si scopre improvvisamente elettricista. Nella pratica, però, vi dico subito che non dovete farlo. Dietro una presa ci sono fili sotto tensione, e l’unico tesoro che rischiate di trovare è una scossa anche mortale, o nella migliore delle ipotesi un cortocircuito. Il modo più rapido per perdere i gioielli di famiglia è dar fuoco alla casa. Meglio una piccola cassaforte fissata al muro.
In conclusione
Sprazzi di saggezza truffaldina: preziosi come aneddoto, un po’ meno come manuale d’uso. Di certo, la prossima volta che siete in autobus, saprete dove tenere il portafoglio. E la prossima volta che vi viene voglia di fare l’elettricista, lasciate perdere.
Immagine creata da IA e testo revisionato da IA.
